L’AQUILA – “Nell’ambito della gestione dei rifiuti inerti da Costruzione e Demolizione, si è costituito a L’Aquila un Comitato composto dai diversi soggetti operanti nel settore, quali recuperatori, smaltitori e trasportatori, provenienti da tutte le province abruzzesi, tutti regolarmente iscritti all’Albo Gestori Ambientali e in possesso delle necessarie autorizzazioni”. E’ quanto si apprende da una nota in cui viene sottolineato che: “I soggetti costituenti il Comitato sono tutte imprese che hanno fornito un apporto fondamentale nella gestione della prima fase di emergenza post-terremoto, e hanno assicurato nei successivi mesi un efficiente servizio, rimuovendo migliaia di tonnellate di rifiuti inerti”.
“A seguito del terremoto diverse Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri sono intervenute nella regolamentazione della gestione dei rifiuti inerti. Le imprese che già prima del 6 aprile 2009 operavano nel settore, considerate le indicazioni fornite dalle istituzioni, hanno dunque effettuato rilevanti investimenti, sia nell’ambito delle risorse umane, con la messa in atto di nuove assunzioni, sia nel rinnovamento e potenziamento degli impianti e del proprio parco macchine, al fine di far fronte all’esponenziale crescita di lavoro.
Tali investimenti hanno reso possibile finora una gestione chiara e funzionale dei rifiuti da C&D, contribuendo in maniera sostanziale all’opera di ricostruzione post-sisma”.
Con l’ Opcm 3923 del 18/02/2011, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha integrato la gestione esclusiva del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e delle Forze Armate, dei “materiali derivanti da crollo degli edifici pubblici e privati, a seguito del sisma del 06 Aprile 2009, e di quelli derivanti dalle attività di demolizione e abbattimento degli edifici pericolanti” (Cer 20.03.99)”.
“Nodo centrale della questione è l’inserimento dei codici Cer 17.00.00 tra quelli sottoposti alla gestione esclusiva appena citata, con l’ausilio in questo caso anche dell’Asm, sebbene gli aderenti al Comitato siano in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie alla loro gestione; tale provvedimento ha nei fatti tagliato fuori tutte le aziende del settore, rendendo vani e insostenibili gli adeguamenti strutturali e di organico sopra descritti”.
“La situazione che si va delineando in questi giorni prospetta a tali imprese un periodo di profonda crisi, che si estenderà velocemente anche a tutte le aziende operanti nell’indotto, portando inevitabilmente alla perdita di centinaia di posti di lavoro2.
“Obiettivo del comitato è ottenere chiarezza in riferimento alla travagliata questione del recupero e dello smaltimento dei rifiuti inerti a seguito del sisma del 06 Aprile 2009, al fine di tutelare il futuro di quelle imprese delegittimate dagli stessi organismi che pochi mesi prima le avevano spronate ad adoperarsi ed adeguarsi alla straordinaria mole di lavoro pianificata”.
“Il Comitato chiede dunque l’abrogazione dell’ Opcm 3923 del 18/02/2011, o almeno la modifica e/o cancellazione dell’ articolo 1 comma 4 (gestione esclusiva affidata a Asm e Vigili del fuoco) e dell’articolo 3 (cancellazione dal prezziario regionale dei compensi relativi allo smaltimento rifiuti)”.
“In estrema sintesi, il Comitato intende ripristinare la situazione antecedente all’OPCM in oggetto, riprendendo quelle attività di trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti da C&D per le quali le imprese possiedono le dovute autorizzazioni e l’indispensabile esperienza in materia, maturata in anni di attività sempre svolta nella massima trasparenza e legalità”.
“A tal proposito, il comitato si rivolge a tutte le istituzioni (in particolar modo al Presidente del Consiglio, firmatario dell’OPCM) affinché vengano presi dei provvedimenti tesi ad evitare una finta emergenza, ‘creata ad hoc’ senza apparenti motivazioni”.



