L’AQUILA – L’ombra della camorra e della ‘ndrangheta sul cantiere più grande d’Europa, quello della ricostruzione dell’Aquila. A rompere il silenzio su un argomento spesso considerato tabù è il sottosegretario di Stato all’Interno, Nitto Francesco Palma, nel capoluogo per presenziare alla consegna delle Medaglie Aprutium 2010.

Palma ha anche affrontato la questione delle manganellate date dalla polizia agli aquilani, spiegando che l’inchiesta è ancora in corso e che qualora verranno accertati errori, i responsabili pagheranno.

C’è stata anche l’opportunità di parlare della sede della prefettura che il nuovo prefetto vorrebbe riportare in centro. La strada, però, appare in salita.

C’E’ PRESENZA DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

L’AQUILA – “Da tempo in Abruzzo si registrano presenze non rilevanti ma di una certa apprezzabilità di elementi provenienti dalla camorra e in misura minore dalla ‘ndrangheta”.

Lo ha detto il sottosegretario di Stato all’Interno, Nitto Francesco Palma, incontrando i giornalisti all’Aquila dopo aver partecipato alla cerimonia di consegna della Medaglia Aprutium 2010 da parte del Consiglio regionale abruzzese.

Palma è intervenuto sul tema delle possibili infiltrazioni mafiose in quello che è il cantiere più grande d’Italia. “È chiaro – ha detto – che in una situazione come quella aquilana, che richiede un grande sforzo per la ricostruzione, vi sono interessi economici di assoluta appetibilità per la criminalità organizzata”.

“Non a caso quando si è proceduto al riassetto normativo che preludeva alla ricostruzione sono stati conferiti poteri straordinari di coordinamento al prefetto dell’Aquila, proprio in riferimento alle possibili infiltrazioni. È stato creato un organismo specifico di controllo per evitarle, mi pare che già in uno o due casi si sono individuati aspetti di infiltrazioni”.

“La guardia dev’essere particolarmente alta, il ministero per quanto di sua competenza ha la massima attenzione al problema e non potrebbe che essere così vista la politica di sicurezza attuata”.

INCHIESTA SULLE MANGANELLATE: ”SE QUALCUNO HA SBAGLIATO, PAGHERA”’

L’AQUILA –  Quando l’inchiesta del ministero dell’Interno sulle manganellate agli aquilani nel corteo del 7 luglio sarà conclusa, “se da parte di qualcuno saranno stati commessi errori, questi errori saranno pagati”.

Lo ha affermato il sottosegretario di Stato all’Interno, Nitto Francesco Palma, aggiungendo che “se invece dall’esito dell’inchiesta non risulteranno errori, lo si comunicherà con molta tranquillità e non vi sarà nessuno che deve pagare alcunché”.

Palma è stato incalzato dai giornalisti su nuovi sviluppi dell’indagine interna. “Non ho aggiornamenti – ha risposto – Quando si parla di un’inchiesta, specie in un caso di questo genere, la prudenza impone di aspettarne gli esiti”.

Previsti tempi rapidi. “Non credo – ha aggiunto Palma – che ci voglia molto, d’altra parte è una prassi non recente del dipartimento della Pubblica sicurezza quella di andare a verificare il reale andamento dei fatti ogni qual volta accade un qualcosa che possa lasciare dubbi in sede di interpretazione”.

“Aspettiamo con calma – ha concluso – che l’inchiesta venga portata a compimento, alla conclusione verranno assunte se è il caso tutte le iniziative che devono essere assunte”.

PREFETTURA IN CENTRO: ”SI’, MA SENZA SPENDERE TROPPO”

L’AQUILA – “C’è la necessità di portare la prefettura in un luogo più centrale per rendere più facile e più fruibile l’interscambio tra prefetto e cittadini e viceversa”.

Lo ha ribadito il sottosegretario all’Interno, Nitto Francesco Palma, confermando la volontà espressa dal prefetto del capoluogo, Giovanna Maria Iurato, nel giorno del suo insediamento.

“Tutto questo – ha aggiunto però Palma – dev’essere fatto nell’ambito di risorse finanziarie che siano compatibili con la situazione di forte difficoltà del Paese. Pur considerando oggettivamente importante il riportare la prefettura al centro della città, questo non deve privare L’Aquila di risorse per la ricostruzione”.

Nello specifico, il prefetto Iurato ha fatto capire che è in salita la strada per il ritorno dell’immobile nella ex direzione dell’Agenzia delle entrate, vicino alla Villa comunale, possibile sede centrale individuata.

”Non abbiamo cambiato strategia – ha detto – ma stiamo valutando, perché non è facile garantire l’adeguatezza di quella sede. Ci vogliono parecchi interventi per renderlo sito sensibile”.

“La priorità – ha aggiunto la Iurato – è su quell’immobile, ma dal punto di vista giuridico è una situazione particolare perché bisogna superare certi nodi. Ciò implica il coinvolgimento di una serie di uffici, il Demanio,  il ministero dell’Economia, quindi non è possibile superare da soli questo scoglio”.