L’AQUILA – “Guai se pensassimo che il progetto per un nuovo Abruzzo fosse una cosa che dipende esclusivamente dal ceto politico che governa. Dobbiamo coinvolgere le forze vive della società abruzzese, ci sono energie straordinarie da mettere in campo. Siamo di fronte a una svolta: o si riemerge, oppure il declino sarà inesorabile”.

Così Giovanni Lolli, ex sottosegretario ed esponente del Partito democratico aquilano, nel corso di un evento Uil a Santi di Preturo (L’Aquila).

“Se in Consiglio regionale verrà eletta qualche donna, potrò fare ciò che mi chiede il nuovo presidente, Luciano D’Alfonso. Altrimenti non se ne fa niente”, ha affermato Lolli.

“La ricostruzione dell’Aquila va usata come grande leva per l’Abruzzo, serve un salto culturale. L’ex presidente della Regione Gianni Chiodi è stato miope, il terremoto è stato visto e usato per ‘mordicchiare’ qua e là qualche pezzetto da portare nella sua Teramo”, ha detto ancora l’esponente piddino.

“Il minimo che si può fare a livello regionale – ha aggiunto – è puntare a una legge regionale specifica per L’Aquila. Ma ci sono anche i fondi europei, c’è una programmazione da portare avanti non soltanto per il capoluogo, ma per tutto l’Abruzzo”.