L’AQUILA – “In un momento in cui L’Aquila è senza sindaco, senza soldi e con un’immagine compromessa, il governo deve dimostrare se vuole salvare questa città o se considera la questione una rottura di scatole, che peraltro costa tanto”.
Così l’aquilano Giovanni Lolli, ex parlamentare del Partito democratico, prima di partecipare con una delegazione del centrosinistra a una riunione con la segretaria nazionale Pd per parlare della questione L’Aquila, alla luce della crisi politica nel capoluogo abruzzese in seguito all’inchiesta su presunte tangenti negli appalti della ricostruzione post terremoto.
“Più che cacciare il ministro per la Coesione territoriale Trigilia, che per conto del governo ha la gestione della ricostruzione, e a tal proposito certe richieste non mi appartengono, c’è estremo bisogno che la questione L’Aquila sia presa in carico dalla presidenza del Consiglio dei Ministri”.
Secondo Lolli, “non è la persona Trigilia il problema, ma il livello che si assume la responsabilità. Di questo e di tante altre cose parleremo oggi con la segreteria nazionale”.
“PROSCIOGLIMENTO PER ACCADEMIA NON CAMBIA DIMISSIONI CIALENTE”
“Non trovo niente di nuovo, certo l’assoluzione dall’inchiesta sull’Accademia dell’Immagine gli ha fatto piacere, ma i motivi di fondo non sono cambiati”.
Così Lolli sulle voci legate a un ripensamento del sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha presentato le dimissioni domenica scorsa in seguito all’inchiesta sulle presunte tangenti negli appalti della ricostruzione, che per la prima volta ha coinvolto il Comune.
Cialente da domenica ha venti giorni di tempo per ritirare le dimissioni, anche se in questi giorni ha più volte spiegato di aver “chiuso con la politica”.
“Ci sono in ballo due grosse questioni politiche: l’impegno del governo nei confronti dell’Aquila che deve diventare davvero una grande questione nazionale e la ‘manifestazione popolare del centrosinistra’, venerdì pomeriggio, che ci farà capire l’umore della città – ha spiegato ancora Lolli – poi Cialente valuterà e farà le sue considerazione sulle sue dimissioni”.



