L’AQUILA – La nota inviata ieri sera dal ministero guidato da Fabrizio Barca all’ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha lasciato sconcertati e basiti i più stretti collaboratori del presidente della Giunta regionale.

A partire dall’avvocato Antonio Morgante, già capo della segreteria della struttura commissariale, che ha subito operato un distinguo.

“Non si tratta della relazione di 1200 pagine consegnata il 14 settembre – spiega Morgante – Bensì si riferisce a un ulteriore richiesta di estratto del documento che lo stesso Barca ha elogiato e su 19 punti sui quali non avevamo la possibilità, e questo Fontnana (ex coordinatore Stm) l’aveva già chiarito, di dare le informazioni che chiedevano”.

Quali informazioni? “Per esempio stima dei costi di tutti i piani di ricostruzione, oppure della spese per le E fuori dei centri storici nei Comuni. Per quelli che si sono affidati alla filiera siamo in grado di fornire le cifre, ma per quelli che si sono appoggiati su strutture comunali come potremmo avere i dati?. Ma da qui a dire che la relazione è incompleta ce ne passa. Mi sembra un po’ mettere le mani avanti”.

Che vuol dire?

“Che forse anche al Ministero si stanno rendendo conto che occorre una gestione transitoria tra il passaggio dalla fase emergenziale  a quella ordinaria per evitare il blocco di ogni attività”. (g.a.)