L’AQUILA – Quasi 400 ditte per l’appalto da 1,8 milioni di euro per il ripristino del corpo B della facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, danneggiato dal terremoto del 2009.

Super-lavoro per la commissione del Provveditorato alle opere pubbliche Lazio, Abruzzo e Sardegna che, al momento della chiusura della gara, si è ritrovata seppellita da un numero incredibile di partecipanti, ben 391, tanto che ci sono voluti quattro giorni di verifiche e controlli per stilare la graduatoria definitiva.

L’azienda risultata vincitrice, al termine di una valutazione in cui sono stati scartati, come prevede la specifica normativa del Codice dei lavori pubblici, le proposte con sconti troppo alti o troppo bassi, è l’aquilana Fam srl, che si è aggiudicata i lavori con il 27,002 per cento di ribasso.

I decimali, in questo caso, sono d’obbligo: oltre 250 ditte hanno fatto un’offerta tra il 26 e il 28 per cento, con un rush finale che si è consumato sul filo dello zero-virgola.

In lizza concorrenti da tutto il Paese, segno da un lato di quanto la ricostruzione dell’Aquila e del “cratere” susciti l’attenzione delle imprese italiane, dall’altro della difficoltà che sta vivendo il settore dell’edilizia, per cui in tanti sono costretti a varcare i confini regionali in cerca di nuovi mercati su cui lavorare.

I fondi messi a bando provengono dalla delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) numero 79 del 2009 e i tempi per il completamento dell’opera sono stati stabiliti in 180 giorni. (red)