ROMA – Ricostruzione, si intensificano i rapporti tra L’Aquila e la Federazione Russa.
In vista il gemellaggio con la città di Orel mentre il sindaco, Massimo Cialente, esulta per il finanziamento ai lavori di palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno e prefigura il nuovo centro dove convivano palazzi e tecnologia.
Ieri sera, al Centro Russo di Scienza e Cultura, presso palazzo Santacroce a Roma, la serata d’amicizia per la presentazione del secondo lotto del palazzo vicino la chiesa di Santa Maria Paganica e dell’avvio della chiesa di Onna, nella frazione omonima, i due monumenti adottati dal Governo della Federazione Russa.
Oltre allo stesso Cialente, sono intervenuti Dmitry Shtodin, incaricato d’affari del Governo della Federazione Russa in Italia, Fabrizio Magani, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, Fabrizia Aquilio, incaricata dal ministro degli Esteri per la promozione internazionale del patrimonio culturale della città dell’Aquila, Victor Vlasov, primo segretario dell’Ambasciata Russa in Italia, Oleg Ossipov, direttore del Centro russo di scienza e cultura.
Subito è emersa la rilevanza dell’evento, che rappresenta un vero e proprio punto di partenza affinché si intensifichino gli scambi culturali con altri Paesi: “Questo è solo l’inizio perché questi tipi di rapporti possano consentire la rinascita anche economica e sociale della nostra città”, ha affermato la Aquilio.
Shtodin ha ricordato che nel settembre 2004 fu proprio l’Italia a mandare i primi aiuti alla popolazione di Beslan quando vi fu la terribile strage dove persero la vita centinaia di persone, tra cui 186 bambini.
“La Federazione, nel 2010, ha preso con orgoglio quest’impegno iniziando lo stesso anno, dopo la firma, il restauro di questi due gioielli abruzzesi – ha aggiunto – La Russia è stata l’unica che ha versato tutta la somma di 9 milioni di euro e la nostra cooperazione non finisce qui, noi vogliamo allacciare rapporti bilaterali”, confermando la notizia pervenuta giorni fa dell’offerta di gemellaggio con la città della russia centrale, Orel, che in italiano significa proprio aquila.
Shtodin ha concluso annunciando che “Orel vi aspetta tra l’8 ed il 10 maggio per fare un sopralluogo, per partecipare alle festività della fine del secondo conflitto mondiale, che per noi è molto importante, e per ufficializzare il gemellaggio”.
“Due aquile insieme hanno un grande cielo, sono veramente una forza. Sono contento di stringere quest’amicizia, anche se nasce dalla tragedia”, così ha commentato Cialente, ricordando prima l’importanza di palazzo Ardinghelli come simbolo del prestigio dell’architettura aquilana, con la sua grande balconata che si affaccia sulla piazza e manifestando la sua emozione nel vederlo rinascere, “unico, tra i palazzi del centro ancora devastati, proprio in questi giorni dell’anniversario”, e infine nello scoprire, grazie ai primi restauri, che, “togliendo la controsoffittatura, sono persino emersi nuovi particolari, di valore artistico, rimasti fino a ora ignoti”.
Riguardo la chiesa di San Gregorio, il primo cittadino ha sottolinea quanto sia stata particolarmente significativa anche la scelta di questo restauro perché “San Gregorio è la frazione che ha pagato il prezzo peggiore, è stata completamente distrutta e la popolazione vive in case prefabbricate”.
“Sono interventi che si accompagnano a una grande ambizione, quella di terminare nel 2018 la ricostruzione, a nove anni dal sisma”, ha continuato Cialente, rilevando la forte necessità di serate come questa, di incrementare la cooperazione con le ambasciate di altri Paesi.
“Anche figurarsi l’Aquila Capitale europea della Cultura nel 2019 sembra un progetto ambizioso, perché non è facile scommettere su una città distrutta – ha poi proseguito il sindaco – ma per superare la fase di sfiducia, dobbiamo darci degli obbiettivi, questo ci dà la forza per andare avanti. La vita è dura, manca l’identità di ciascun aquilano. È fondamentale fortificare la vocazione della cultura della nostra città”.
E sempre secondo Cialente, “mentre ricostruiamo questi palazzi noi vogliamo costruire una città più avanzata, applicando tutte le ultime tecnologie”, evidenziando questa volta la volontà di stringere rapporti con aziende e tour operator e annunciando che non smette di lavorare “per l’apertura dell’aeroporto, perché L’Aquila sia più facilmente raggiungibile”.
“È difficile essere cittadino aquilano, è difficile essere sindaco per il senso di colpa – ha concluso – Personalmente tutte le sere mi regalo il sogno di quando domani ricostruiremo qualcosa e questo mi dà forza per andare avanti”.
La fine dei restauri dei due monumenti è prevista tra 15 o 18 mesi e, assicura Magani, lo spirito conservativo è di “altissimo livello”, nel rispetto della grande raffinatezza della tradizione barocca, nel caso di palazzo Ardinghelli, per cui sono possibili due opzioni: “O sarà la futura sede della direzione regionale, oppure verrà restituito alla città, mantenuto come spazio comune, e una stanza potrebbe essere adibita come sede per l’Istituto di Cultura della Federazione Russa”.
Nel caso della chiesa di San Gregorio Magno “il crollo è stato sostanziale, è stato indetto un concorso dove ha vinto il progetto che, con più coerenza, fa convivere la parte superstite al nuovo e di certo, anche se è collocata in periferia, non ha meno autorevolezza perché quest’ultima vive da secoli un rapporto di osmosi architettonica con la città”.
“Oggi la prospettiva del recupero dei beni culturali appare più incoraggiante di qualche mese fa e da questo può nascere l’impulso per l’altro tipo di ricostruzione – ha aggiunto Magani – La donazione di 9 milioni di euro è un atto di amicizia notevole in questo periodo di instabilità economica, non solo nazionale, che ci ha permesso di continuare a lavorare e di dare certezza alle imprese. Stasera è un momento di duplice soddisfazione”.
A concludere la serata sono stati gli allievi del Conservatorio “Alfredo Casella” perché l’appello all’unità, all’amicizia e alla ricostruzione giungesse potente come la voce dei giovani talenti.
Queste le opere eseguite da “La figlia del reggimento” di Donizetti: – Salut a la France Annalisa Di Ciccio, soprano; da “Lucia di Lammermoor” di Donizetti: – Regnava nel silenzio, Erica Realino, soprano; dal “Barbiere di Siviglia” di Rossini: Largo al factotum, Nicola Ziccardi, baritono; da “Il corsaro” di Verdi: – Non so le tetre immagini, Annalisa Quaresima, soprano; D. Shostakovich: 5 Aforismi, S. Rachmaninov: Liebeslied – al pianoforte Angelo Fina>; Tchaikovsky: Net tolko tot kto znal, Rimski Korsakov: Nespiaschtih solnce grustnaia zvezda, Daniela Nineva, contralto; dal “Don Giovanni” di Mozart: – Là ci darem la mani, duetto Nicola Ziccardi, baritono, Erica Realino, soprano; da “Candide” di L. Berstein: – Glitter And Be Gay, Annalisa Di Ciccio, soprano. Al pianoforte Emanuela Longo.





