L’AQUILA – “Ho trovato i soldi per coprire tutto il 2015 della ricostruzione dell’Aquila”.
Sarà questo l’annuncio che oggi pomeriggio alle 16.30 farà in un incontro con la stampa il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, attorniato dai principali esponenti del Partito democratico abruzzese che, in questa fase storica, ha in mano le mazze della governance degli enti locali e della ricostruzione post-sisma.
È ancora mistero su come il governatore, evidentemente in contatto con i livelli nazionali del Pd, abbia trovato questi fondi e su quali saranno le coperture. Vige il più stretto riserbo e sarà questo, di fatto, il cuore della conferenza stampa.
Bocche cucite alla vigilia: “No comment” dice D’Alfonso, che si lascia solo sfuggire una sottolineatura sullo “straordinario lavoro di squadra”, non desiderando diventare eccessivamente il protagonista di un one man show, anche perché formalmente è stato il Comune a convocare la stampa.
Anche per questo cade dalle nuvole, più probabilmente finge di farlo, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che con D’Alfonso andrà a pranzo, “se ha trovato i soldi mi spiegherà”.
Per il primo cittadino non è un problema eccessivo la pietra tombale messa dal premier, Matteo Renzi, sulle speranze abruzzesi di avere un nuovo sottosegretario con delega al post-sisma dopo l’addio di Giovanni Legnini, divenuto vice presidente del Consiglio superiore della magistratura.
L’uomo anzi la donna all’interno sarà Stefania Pezzopane, per il sindaco “messa bene” per un incarico ufficioso ancorché nodale presso la presidenza del Consiglio, il massimo a cui le ambizioni abruzzesi possano ambire per ora, nonostante le conseguenze pubbliche e mediatiche della sua relazione sentimentale e qualche mal di pancia in seno ai democrat sia locali che nazionali.
Il parterre sarà nutritissimo. Oltre a Cialente e D’Alfonso ci saranno il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, il consigliere regionale aquilano Pierpaolo Pietrucci, la senatrice Stefania Pezzopane, l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano e il coordinatore dei sindaci del “cratere” Emilio Nusca, appena cacciato dal ruolo di vice sindaco del suo Comune, Rocca di Mezzo.
Saranno inoltre presenti la Giunta comunale e i capigruppo della maggioranza di centrosinistra.
Anche la stessa Pezzopane ha anticipato qualcosina con i consueti canali dei social network. “Buone notizie per la ricostruzione. Matteo Renzi fa i fatti e non le chiacchiere. Lunedì alle 16 in conferenza stampa vi diremo tutte cose buone. Alla faccia di gufi… E sciacalli!”, ha scritto su Facebook.
D’Alfonso farà anche altri annunci. In primis, per l’ennesima volta, la visita del premier Renzi, fissata intorno al 20 novembre, dopo essere stata già ipotizzata dallo stesso presidente della Giunta regionale al 15 ottobre, poi rimandata per l’imprevisto dell’alluvione a Genova ma non solo: più verosimilmente, uno slittamento c’è stato anche per l’assenza (poi riparata) di fondi nuovi per la ricostruzione all’interno del cosiddetto decreto “Sblocca Italia”.
E poi c’è la “chicca” dalfonsiana: la volontà da parte della Regione Abruzzo di “adottare” due borghi tra i più colpiti dalla furia della scossa delle 3.32, quelli di Onna e San Gregorio, frazioni del Comune dell’Aquila.
La strategia era già studiata sulla carta ma il governatore ha trovato il posto dove applicarla nel corso della sua visita di sabato scorso proprio a San Gregorio, partecipando a un evento in ricordo della bambina di 12 anni investita e uccisa poche settimane fa sulla statale mentre attraversava la strada con la madre, rimasta gravemente ferita.
Il presidente è prevedibilmente a digiuno di nozioni tecniche sulla ricostruzione, che fin qui non ha gestito, tanto da chiedere lumi sui significati di termini quali consorzio o aggregato, informandosi sulle caratteristiche delle schede parametriche e su quanto ci voglia per approdare alla cantierizzazione. Ne sa poco, ma apprende rapidamente.
Ha così capito che, indebitando la Regione per circa 100 milioni, esborso certo gravoso in tempi di spending review, ma comunque non epocale come il miliardo di difficile anzi quasi impossibile copertura che serve per L’Aquila, può “mettere il cappello” sulla rinascita di due borghi che sono finiti sui media di tutto il mondo all’indomani del 6 aprile, accreditando l’istituzione che guida della nascita di un nuovo e virtuoso “modello L’Aquila” da sbandierare in patria e all’estero.
La ricostruzione di Onna e San Gregorio a carico della Regione Abruzzo farebbe felici i circa 500 abitanti complessivi della zona e riaccenderebbe i riflettori sulla città che oggi troppo spesso viene vista come quella del malaffare, dei balconi crollati, delle infiltrazioni e così via.
Certo, questa operazione lascerebbe esattamente nella situazione in cui versano ora le altre ben 57 frazioni del comune aquilano, che con quasi 474 chilometri quadrati è il nono in Italia per estensione.
Insomma, sarebbe un buon inizio, un biglietto da visita, ma da suffragare con altri e sostanziosi argomenti che oggi, però, mancano.
Ma in attesa di condurre con chissà quali esiti la battaglia impari contro l’Unione europea per scalcolare dal conteggio del rapporto deficit/Pil al 3% le spese di investimento nella ricostruzione, rimasto “l’unico modo”, come ribadisce Cialente, per ricostruire il “cratere” in un tempo inferiore ai 50 anni, non è detto che non ci si possa accontentare.
Pranzo di lavoro tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio e la governance abruzzese della ricostruzione.
Uno degli uomini forti del governo Renzi incontrerà il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, il suo vice, Giovanni Lolli, e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, in un ristorante di Chieti.
Il vertice avviene nella città teatina perché Delrio si trova lì per partecipare alla riunione sul riutilizzo dei beni demaniali dismessi nel Comune di Chieti da parte della prefettura teatina.
C’è come interlocutore, tra l’altro, anche il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, già sottosegretario alla Ricostruzione che potrà quindi fornire il suo contributo di conoscenza specifica sul tema visto anche che l’Abruzzo è rimasto senza sottosegretario dopo l’ultimo rimpasto.
Sul tavolo con Delrio gli abruzzesi metteranno in generale i temi della ricostruzione post-sisma, in particolare il canale per trovare i fondi per il 2015 che al momento non sono assicurati, e la nuova legge che riscrive le regole dei lavori privati per prevenire abusi.
Questione, quella dei fondi, su cui parrebbe vicina la svolta, come anticipato da questo giornale, con D’Alfonso intenzionato ad annunciare l’avvenuto reperimento dei fondi nella conferenza stampa di oggi in Comune. Alberto Orsini



