L’AQUILA – Una ricostruzione più veloce e sicura: passa attraverso due concetti cardine il nuovo modello parametrico (Mic) adottato dall’Ufficio speciale dei comuni del “cratere” (Usrc), che dal prossimo 22 febbraio sarà operativo.

“Uno strumento più snello rispetto al precedente, ma se i Comuni e tutti i soggetti interessati non viaggiano spediti, anche questo sistema rischia di intasarsi”: spiega così la “rivoluzione” Raffaello Fico, ingegnere napoletano giunto all’Aquila come tecnico della Reluis (la rete dei laboratori universitari di ingegneria sismica che con Fintecna e Cineas costituiva la famosa “filiera”) e dal 2009 in pianta stabile nel capoluogo, da qualche settimana nominato responsabile del settore ricostruzione privata dell’Usrc.

Il nuovo strumento normativo per le procedure per il riconoscimento del contributo per gli interventi nell’edilizia privata, su cui inizialmente i sindaci del cratere avevano forti perplessità, è stato definitivamente messo a punto e a breve diventerà il “modello” di riferimento per la presentazione delle istanze di riparazione degli edifici danneggiati dal sisma.

L’obiettivo è, oltre a quello della speditezza dell’esame delle pratiche, la garanzia di accrescere il miglioramento della sicurezza sismica, la salvaguardia del valore storico culturale del patrimonio edilizio, l’analisi e la verifica della congruità dei costi.

La parametrica sarà obbligatoria per tutti i progetti dei centri storici non ancora presentati, mentre per le pratiche già istruite la scelta resta facoltativa purché tecnici e proprietari effettuino l’opzione entro 30 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo.

“Qualsiasi strumento nuovo, specie se riguarda settori complicati come quelli della ricostruzione post-sisma, ha bisogno di un po’ di tempo per essere digerito”, spiega Fico ad AbruzzoWeb.

“Io e gli altri del gruppo tecnico – continua – abbiamo studiato la scheda parametrica partendo da quella già adottata all’Aquila, in questo senso il modello ‘partorito’ deriva direttamente da quello precedente”.

“Ci sono delle variazioni, ma rispetto alle ordinanze della presidenza del Consiglio dei ministri – sottolinea – introduce modalità diverse e più leggere. Il concetto principale è questo e lo stiamo già diffondendo: stabilire un tetto massimo di contributo concedibile. Al di sotto di un certo valore economico, il controllo e quindi i passaggi burocratici a esso legati decadono. E viene depotenziato il ruolo dell’istruttore della pratica”.

“Il progetto di ricostruzione fino a oggi viene considerato rispetto i limiti intermedi, per categorie di lavori. Abbiamo lasciato il tetto massimo, puoi gestire tutti i soldi ma li distribuisci sui vari interventi d’intesa con il proprietario e gli altri soggetti in campo. L’impostazione è diversa, è un modo più ‘light’ di muoversi, ma ci sarà comunque bisogno della celerità dei Comuni. Senza quella – afferma – il rischio lungaggini c’è”.

Una delle novità introdotte dalla scheda parametrica, alla cui costruzione i tecnici hanno lavorato circa quattro mesi, è il calcolo online del contributo massimo che un singolo progetto può ottenere.

“Il controllo potrà essere fatto in tempo reale, quindi, a parte il periodo di naturale ‘rodaggio’, è un bel passo avanti – dice ancora Fico – visto che fino a questo momento si era tenuti a dover monitorare la richiesta di finanziamenti, la famosa approvazione del ‘tiraggio’ avviene quando c’è l’ok ai lavori. Col progetto online, invece, è molto più rapido”.

“La differenza reale, comunque, in questi cinque anni di post-sisma l’hanno fatta i Comuni con un organico da ‘combattenti’. Per fortuna – conclude –  l’Ufficio speciale oggi lavora in modo più organico, ci confrontiamo quotidianamente con tutti i Comuni del ‘cratere’. Però si deve correre, a prescindere dallo strumento da utilizzare. Noi il nostro lo abbiamo fatto, adesso tocca agli altri”.

LEGGI IL DECRETO ISTITUTIVO DELLA MIC