L’AQUILA – Una cena ristretta e riservata per avere un po’ di tranquillità dopo una giornata molto piena, all’insegna di qualche battuta, ma con il lavoro sulla ricostruzione sempre in primo piano.
Non a caso, dalla conviviale che vedeva come ospiti principali il premier Mario Monti, i tre ministri Fabrizio Barca, Annamaria Cancellieri e Francesco Profumo e l’ex sottosegretario alla presidenza, l’abruzzese Gianni Letta, che si è svolta ieri sera in al ristorante Elodia della frazione del Comune dell’Aquila di Camarda, è uscito fuori un risultato che si aggiunge a quello comunicato nel corso della lunga giornata di ieri: si sono poste le basi per avere la graduale utilizzo dei circa due miliardi di euro dell’Inail, annunciati ma non disponibili, 600 milioni dei quali sono stati inseriti da Barca nella proposta di futura governance della ricostruzione.
In settimana si svolgerà un summit tra l'”inviato speciale” di Monti, il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, e il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che a inizio cena, intorno alle 20, aveva posto il problema al premier e al ministro Cancellieri.
Singolari le modalità operative, considerato che era sabato sera: la Cancellieri ha telefonato a Lucibello che poi, a sua volta, intorno alle 22 ha sentito Chiodi.
Da lì la convocazione del confronto, previsto per la prossima settimana. Ma nel tavolo “principale”, dove erano seduti Monti e la consorte Elsa, Barca, Cancellieri, Letta, Chiodi e il presidente dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare, Fernando Ferroni e sua moglie, ci sono stati anche siparietti simpatici sempre in un clima di moderazione.
Per esempio, nell’informare Monti, che si è interessato facendo alcune domande, e i ministri Barca e Cancellieri che, dopo un’azione di risanamento del bilancio e della sanità che va avanti dal 2008, si avvia a ridurre le tasse agli abruzzesi, il presidente della Regione Chiodi ha sottolineato che “abbiamo tagliato le spese di un terzo rispetto al 2007, e lo abbiamo fatto senza essere un governo tecnico”.
A quel punto, tra i sorrisi dei commensali, Letta ha chiarito che in Abruzzo “non c’è un governo tecnico ma un governatore tecnico”.
Davanti ai complimenti di Monti, il quale ha affermato di avere di fronte una sfida simile, Chiodi ha denunciato il fatto che il taglio dei costi ha portato a problemi politici: “Vedrà, presidente, la gente capirà”, ha sentenziato Monti. “Ma capirà grazie all’azione di riforma e di rigore che sta facendo lei” ha risposto Chiodi.
La cena, molto leggera a base di prodotti tipici aquilani, si è conclusa un quarto d’ora prima delle 23 con il premier e i ministri che sono tornati a Roma dopo una giornata che ha visto la presenza massiccia del governo all’Aquila e nel forum dell’Ocse Abruzzo 2030 che si è svolto presso i Laboratori nazionali di fisica nucleare del Gran Sasso ad Assergi.
Chiodi ha donato alla moglie del premier una Presentosa d’oro, il gioiello simbolo dell’Abruzzo, mentre il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha donato al premier una cravatta con lo stemma del Consiglio abruzzese firmata da Brioni, azienda abruzzese ora acquistata dai francesi. (b.s.)
“È stata una cena tranquilla, serena, simpatica. Si è parlato molto dei fondi dell’Inail che, in effetti, solo dopo ieri sera sono stati sbloccati”.
Soddisfatto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dopo la cena presidenziale di ieri sera al ristorante Elodia cui ha preso parte con lo squadrone di governo, premier e tre ministri, l’ex sottosegretario Gianni Letta, e il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo.
Il primo cittadino non risparmia una stilettata al vecchio esecutivo quando ricorda che “sui fondi Inail i due anni di abbandono sono di origine ‘tremontiana’ e ora si è scoperto che la cifra esatta ammonta a 600 milioni. Durante la cena – aggiunge – ho richiamato il fatto che vanno impiegati per realizzare subito il palazzo del Welfare in centro. Bisognerà sedersi a un tavolo con Lucibello”.
Tra i temi anche gli aiuti alle aziende con la misura del “de minimis”, passata un po’ troppo in secondo piano nella due giorni di presenza del governo nel capoluogo, almeno a livello di comunicazioni ufficiali.
“No, no, se n’è parlato – assicura Cialente – proprio ieri mattina ho incontrato ai Laboratori del Gran Sasso due alti dirigenti del ministero dell’Economia e ne ho parlato a tavola con il ministro Barca. L’obiettivo è quello di arrivare al decreto entro un mese, a mio avviso gli aiuti andranno utilizzati per aiutare le imprese all’accesso al credito, visto che oggi incontrano con le banche una difficoltà enorme, inspiegabile e crudele”. (alb.or.)



