L’AQUILA – “Se non vivessimo in una città ancora completamente distrutta e se non scontassimo l’indifferenza dei governi dell’inciucio e dei poteri forti che in questi mesi si sono avvicendati a Roma, lo spettacolo andato in scena ieri pomeriggio di fronte alle porte del Comune con protagonisti un tricolore e alcuni amministratori, per quanto patetico, ci avrebbe almeno divertiti. Purtroppo però la drammaticità della situazione non ci consente di sorridere di fronte alle piccole speculazioni di parte che hanno come unico obiettivo quello di certificare l’esistenza di certo ceto politico”.
Lo afferma in una nota Goffredo Juchich. segretario comunale Prc del circolo ‘Casamobile’ dell’Aquila, polemizzando con i consiglieri di minoranza in Consiglio comunale, tra cui Giorgio De Matteis, che ieri pomeriggio hanno rimesso la bandiera tricolore all’ingresso della sede comunale di Villa Gioia in aperta polemica con il sindaco Massimo Cialente che nei giorni scorsi, in segno di protesta contro il governo di Roma per il mancato stanziamento dei fondi per la ricostruzione dell’Aquila terremotata, aveva fatto rimuovere il tricolore da tutti gli uffici comunali.
“Chiediamo che la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del cratere diventi una grande priorità nazionale – scrive Juchich – ma riscontriamo, al contrario, l’indifferenza mista a pietismo da parte di chi potrebbe e dovrebbe dare risposte. Il Presidente del Consiglio Letta è stato come molti nella nostra città, conosce la situazione, ne faccia una delle questioni principali dell’azione del suo governo. Finora però dai protagonisti della politica nazionale il silenzio è assordante!”.
“Dov’è il Movimento 5 Stelle – si chiede Juchich – presente in molte lotte di questo Paese, dove trova visibilità e drena consenso è totalmente assente dalle nostre parti? La Senatrice del M5S Enza Blundo onori il suo ruolo e questa città sollecitando il suo movimento e il suo leader a spendersi per la causa dell’Aquila. Da ora in avanti tutti gli amministratori, sindaco in testa, sappiano tenere la barra dritta giudicando solo i fatti concreti. Basta con le promesse vuote e false che ogni semestre ci vengono generosamente offerte dai rappresentanti del governo a Roma. Si tenga conto del fatto che fuori dai confini cittadini le forme di protesta messe in atto ultimamente sono state completamente ignorate percé radicali solo nella forma ma non nella sostanza”.
“Gli aquilani – auspica – devono ritrovare quel senso di cittadinanza che si era visto nelle ore, nei giorni e nei mesi subito dopo il 6 Aprile. Oggi invece appare del tutto evidente che siamo soli e divisi. Infine se questa situazione dovesse permanere invitiamo tutte le cariche pubbliche che operano in città, Consigli comunale e provinciale con relative giunte, a dimissioni vere ed irrevocabili. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”.
“L’interesse dell’Aquila – conclude il rappresentante di Rifondazione comunista – viene prima di qualsiasi altra valutazione di natura politica”.



