L’AQUILA – Si concluderà entro due mesi la prima fase dei lavori di restauro della basilica di San Bernardino, quella di messa in sicurezza della cupola, costata 5 milioni.

La notizia è stata data oggi nel corso di un incontro con la stampa in cui è stato spiegato anche l’intervento complessivo di restauro dell’edificio sacro, che costerà 25 milioni e dovrebbe durare tre anni da quando sarà affidata la gara. La progettazione esecutiva sarà approvata in massimo un mese e poi scatterà il bando.

“Le risorse non sono poche – ha detto il provveditore aggiunto della sede coordinata dell’Aquila del Provveditorato opere pubbliche, Giancarlo Santariga – ma anche l’impresa da compiere è straordinaria. Lo Stato, comunque, non sta lesindando un centesimo”.

Svelato anche il rischio, oggi scampato, che la cupola potesse crollare completamente nei giorni dopo il sisma.

Soddisfatto il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici per l’Abruzzo, Fabrizio Magani, che ha annunciato che domani gli aquilani che si prenoteranno potranno salire sulla cupola, una decisione definita “dal forte valore simbolico”.

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LA POLEMICA

All’evento ha partecipato anche l’assessore comunale Vladimiro Placidi, che ha lanciato un duro allarme sulla ricostruzione dei beni culturali. A suo dire, oltre un paio di situazioni floride, è tutto fermo.

“Quello dei monumenti – ha detto – è un problema di identità nazionale, l’Italia qui si gioca la faccia. Ho ricontrollato le carte, il problema non è stato affrontato come in altri terremoti, in Umbria dopo otto mesi c’erano già linee di finanziamento dedicate”.

Per Placidi bisogna cambiare il decreto Abruzzo: “Era una legge – ha attaccato – fatta su misura non per la governance attuale, ma per qualcos’altro”, riferendosi alla Protezione civile.

“Non voglio rovinare la festa di oggi – ha concluso l’assessore – ma non esiste solo Pompei. L’Aquila è una moderna Pompei”.

I LAVORI

La cupola della Basilica, gravemente lesionata dal terremoto del 6 aprile 2009, è stata messa in sicurezza con fibra di carbonio e chiodi di acciaio, oltre a tre bande d’acciaio spesse due centimetri tutt’intorno al tamburo, come spiegato ai cronisti dall’ispettore di cantiere Francesco Cipolloni.

Nella cupola è stata scoperta una cerchiatura molto più antica, fatta in ferro lavorato artigianalmente dopo il terremoto del 1703, quando la cupola fu ricostruita. “Questa nuova calamità, tuttavia, l’ha letteralmente strappata”, ha sottolineato il soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo, Luca Maggi, che ha accompagnato la stampa nella visita all’esterno di San Bernardino.

La seconda tranche di lavori riguarderà il restauro degli stucchi e dell’intero complesso per una spesa totale di 25 milioni; i lavori sono svolti da un team di 60 restauratori, impegnati anche su doppi turni.

Tra i restauri che saranno portati a termine quello del soffitto ligneo, con manufatti di legno indorati a foglia d’oro, per il quale, è stato spiegato dal provveditore aggiunto, “sarà sfruttato il ponteggio protettivo che attualmente riempie tutta la basilica, che è stato progettato per arrivare a 1 metro e 70 dalla cima, punto da cui i restauratori potranno agire comodamente”. A finanziare questo lavoro sarà la Fondazione Carispaq, come confermato dal presidente, Roberto Marotta.

Quanto al campanile, semidistrutto dal sisma e in piedi per miracolo, Santariga ha spiegato che andrà “numerato pezzo per pezzo, smontato e rimontato”.

I lavori, comunque, subiscono variazioni di giorno in giorno: “Ogni volta che si scopre un mattone, si scopre una lesione nuova o qualcosa di non previsto”, ha aggiunto il provveditore.

IL RETROSCENA: LA CUPOLA POTEVA CROLLARE DOPO IL TERREMOTO

La cupola di San Bernardino poteva crollare completamente nei giorni subito dopo il sisma del 6 aprile 2009.

Lo ha svelato il provveditore Santariga, spiegando che “sarebbe bastata una nuova scossa di 4.4 per far venire tutto giù”.

“Le lesioni – ha aggiunto – erano paurose, ce n’era una larga 30 centimetri che attraversava tutti i due metri di spessore della cupola dall’esterno all’interno”. Oggi la messa in sicurezza ha ridotto il rischio, “ci vorrebbe un evento di almeno 6.5”, ha spiegato il provveditore.

DOMANI LA VISITA GUIDATA

Le salite avverranno in occasione del convegno “La cupola bernardiniana, antiche e nuove tecnologie” che partirà da domani alle 10.

Per prenotare le visite, che cominceranno alle 12, si dovrà telefonare ai numeri 0862.4874247-8-9 o tramite e-mail a [email protected]