L’AQUILA – La massiccia presenza di ditte non locali impegnate nella ricostruzione post-terremoto, l’impasse del Genio civile, il salasso del Cosap (Canone per l’occupazione del suolo pubblico).
Sono alcuni dei temi affrontati dall’Ance L’Aquila che ieri sera ha chiamato a raccolta associati e una buona fetta di classe dirigente locale per un aperitivo di Natale al quale hanno partecipato circa 150 persone, tracciando un bilancio di fine anno.
Secondo i dati forniti dal neo presidente Ettore Barattelli, alla guida dei costruttori da poco più di un mese, e dal vice Walter Rosa, sono 1.436 le imprese iscritte alla Cassa edile della provincia dell’Aquila, di cui oltre l’80 per cento con un massimo di cinque dipendenti. Di queste, 875 hanno sede legale sul territorio, mentre ben 561 fuori provincia.
Ma il 60 per cento delle ditte che lavorano alla ricostruzione sono di fuori provincia.
Dei 9.700 operai impegnati nei cantieri del cratere, solo 4.400 risiedono in loco, mentre 5.300 arrivano da altre zone.
Ancora alta la fetta di lavoratori stranieri, 2.500 contro i tremila dello scorso anno: il 25 per cento del totale.
Per Barattelli è necessario “avviare meccanismi che consentano di accompagnare l’inserimento delle imprese edili aquilane, a pieno titolo, nella ricostruzione post-sisma, che durerà ancora a lungo. Penso ad esempio all’introduzione di un sistema che adegui le certificazioni richieste alle ditte che presentano le offerte per gli aggregati, al reale valore dell’importo dei lavori. E questo, soprattutto nei centri minori”.
Nella serata dell’Ance si è parlato anche dei nodi legati al Genio civile, la cui impasse ritarda e di molto l’istruttoria delle pratiche. L’auspicio è che la contribuzione delle imprese, sancita da un accordo tra Ance e Regione, che non ha tuttavia trovato il plauso di tutti, contribuisca a sbloccare l’esame dei progetti.
Presenti, tra gli altri, anche il presidente della Cassa edile Paolo Salciccia, quello dell’Ese-Cpt Gianni Cirillo e il presidente Edilconfidi Adolfo Cicchetti. E poi i sindaci di L’Aquila, Massimo Cialente, Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, e Sulmona, Annamaria Casini, oltre all’arcivescovo, monsignor Giuseppe Petrocchi, e alla senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane.
ENTI APPALTANTI
I tempi degli appalti pubblici com’è noto sono una delle cause della crisi dell’edilizia, come ha rimarcato anche il presidente regionale dell’Ance Armando Di Eleuterio in un’intervista ad AbruzzoWeb.
Per questo Ance L’Aquila ha richiesto a tutti gli enti appaltanti la programmazione dei lavori, quelli in fieri e quelli per per i quali sono già state approntate le progettazioni esecutive, e di poter conoscere i fondi a disposizione per i lavori pubblici nel prossimo periodo, per farne oggetto di comunicazione capillare ai propri associati.
“Al momento – ha spiegato Barattelli – ci sono pervenute le risposte della Gran Sasso Acque e del Provveditorato alle opere pubbliche”.
L’ANTICIPO DEL 20% DELL’IMPORTO CONTRATTUALE
I costruttori chiedono la possibilità di avere l’anticipazione del 20 per cento sull’importo dei lavori al momento dell’apertura dei cantieri: una modifica che è a costo zero per le casse pubbliche, visto che non richiede ulteriori impegni di spesa, ma che riuscirebbe a dare immediato respiro a tutti gli operatori della ricostruzione che oggi sono in affanno per le note difficoltà di accesso al credito, i ritardi e la burocrazia conseguente all’enorme mole di lavoro nel cratere.
L’Ance L’Aquila sta perorando la modifica alla normativa che estende alcuni benefici, previsti dal nuovo Codice dei contratti pubblici, ai lavori di ricostruzione privata.
I CANTIERI DIVENTANO LABORATORI
L’associazione dei costruttori, anche alla luce dell’esperienza considerata virtuosa di Officina L’Aquila, la rassegna di seminari e incontri che ha aperto le porte dei cantieri a professionisti e studiosi da tutto il mondo, ha deciso di rafforzare le sinergie con l’Università dell’Aquila, che ha già dato la propria disponibilità a trasformare i cantieri in un laboratorio scientifico formativo dove gli studenti delle discipline tecniche possano svolgere i loro tirocini attraverso borse di studio dedicate.
A questo scopo Ance L’Aquila, attraverso il suo Comitato Giovani, dedicherà un finanziamento di 10mila euro l’anno per tre anni ed è in procinto di firmare apposito protocollo con l’Ateneo.
IL SALASSO COSAP
“Il Comune dell’Aquila con la nuova delibera di Giunta n° 335 dell’8 agosto 2014 ha aumentato di circa sei volte la tariffa in vigore della tassa di occupazione di suolo pubblico da 24,98 euro annuo al metro quadro a 151.11, per la categoria 1 delle strade, per di più in corso d’opera – è stato ricordato – Tale aumento ha determinato un onere eccessivo a carico della ricostruzione (in molti casi per gli aggregati del centro storico di L’Aquila, si arriva a pagare oltre 100mila euro) ed una disparità di trattamento tra coloro che hanno già terminato i lavori e gli altri e tra coloro che non hanno necessità di occupare spazi pubblici e gli altri”.
“Inoltre tale tassa dovrebbe essere a carico dei committenti ed invece nella quasi totalità dei casi viene riversata a carico dell’impresa esecutrice. Anche altri Comuni del cratere hanno stabilito tariffe esose”.
Per questo l’Ance ha chiesto che tali somme vengano inserite nel quadro economico di progetto e riconosciute come costo, oppure di esentare le attività di ricostruzione post sisma da tale imposta.
ABITAZIONE EQUIVALENTE NELLO STESSO COMUNE
L’associazione dei costruttori chiede poi che l’acquisto dell’abitazione equivalente, che ha portato molti aquilani a ricompare casa fuori dalla città e, in alcuni casi, persino fuori regione, venga consentita solo all’interno dello stesso comune.
“Al fine – dicono – di evitare il depauperamento del tessuto economico, sociale e produttivo dei comuni del cratere”.
Un aspetto controverso della ricostruzione del quale si è a lungo discusso ma che in 7 anni e mezzo non ha mai trovato una soluzione normativa.
Nel giorno in cui l’Associazione costruttori (Ance) provinciale aquilana dà gli auguri di Natale con un evento e fa il punto della situazione dopo il cambio dei vertici, a scuotere il mondo dell’edilizia aquilana arriva la notizia delle dimissioni di Gianni Frattale da presidente provinciale onorario e, soprattutto, da delegato per la ricostruzione dell’Ancer nazionale nonché componente del comitato di presidenza a Roma.
Al momento si ignorano le motivazioni del gesto, se sia avvenuto per dissidi o altro.
Frattale era assente all’evento svolto presso Magione Papale, nel corso del quale il neo presidente, Ettore Barattelli, e tutte le cariche rinnovate hanno tracciato gli scenari futuri.
Assente anche Stefano Cipriani, vice presidente dell’ultimo triennio e sfidante di Barattelli per la presidenza alle ultime elezioni.
Tra i presenti, il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, la senatrice Stefania Pezzopane e il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, oltre all’amministratore delegato della società Il Centro Spa, Alberto Leonardis. (b.s.)



