L’AQUILA – “Le mani sulla ricostruzione dell’Aquila”: con questo titolo evocativo Il Sole 24 ore sferra oggi un attacco a tutto il sistema di gestione della ricostruzione post-terremoto del capoluogo.

“L’Aquila è un maso chiuso (istituto giuridico che impone l’indivisibilità di una proprietà agricola, usato con sarcasmo, ndr) con dieci famiglie egemoni e un triumvirato politico a cui è toccato in sorte di gestire 12 miliardi di aiuti che secondo le proiezioni più attendibili entro il 2019 lieviteranno fino a 60 – si legge nell’articolo di Mariano Maugeri – Il verbo che li unisce tutti è il seguente: ‘La ricostruzione è cosa nostra’”.

Un attacco tosto, che accende i riflettori sulle lobby e i potentati locali che comandano la città da ben prima del sisma (giusto) anche se esagera sulle cifre, ormai è noto che non sono 12 i miliardi spesi ma poco meno della metà, e non per la sola ricostruzione ma anche per le prime tende e cucine da campo.

Tuttavia, il quotidiano di Confindustria dimentica di fare luce anche sulle grandi lobby nazionali e i titani dell’industria italiana che sono piombati nel “cratere” all’indomani della scossa e che sui lavori miliardari ad affidamento diretto della prima emergenza, quelli gestiti dalla Protezione civile, dal progetto C.a.s.e. ai puntellamenti ad altro, hanno fatto carne da macello, come testimoniato dalle inchieste delle procure di mezza Italia.

Gli strali del Sole, comunque, non sono rivolti solo al sindaco dimissionario, Massimo Cialente, che ha alzato bandiera bianca non solo per le responsabilità politiche nell’inchiesta “Do ut des” che ha visto indagato il suo vice sindaco, ma anche per quella che ha definito una campagna stampa contro di lui a livello nazionale, all’interno della quale ora Max non potrà che considerare questo articolo caustico un altro pezzettino di puzzle.

Questa volta, oltre a Cialente vengono bersagliati altri esponenti. Per esempio Roberto Riga, viene citato un consigliere comunale anonimo per il quale certe “attitudini” erano chiare, in riferimento all’inchiesta per tangenti. O ancora Carlo Benedetti, “avvocato molto noto in città nonché presidente del Consiglio comunale. Un ruolo di garante che mette in forte imbarazzo il primo cittadino qualora decidesse di costituirsi parte civile” nel procedimento in cui ha assunto la difesa proprio del dimissionario Riga.

E poi strali anche alla senatrice ed ex assessore Cialentiano Stefania Pezzopane: “La sua scelta politica che tutti ricordano? Il bonus bebè di mille euro per altrettante puerpere. L’errore più grande: aver bollato Matteo Renzi come uno di destra tranne poi iscriversi tra i renziani più sfegatati”.

Nel panorama si parla anche della Curia, che aspira “a ottenere lo status di soggetto attuatore della ricostruzione di chiese, basiliche e conventi, un protagonismo osteggiato dal sindaco che sull’argomento ha scritto una lettera di fuoco al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”.

E in un risvolto, Maugeri chiama in causa anche un sostituto procuratore della Repubblica, Fabio Picuti, per una vicenda di alloggi temporanei post-sisma, e l’imprenditore Giuseppe Gallucci, parente di Riga. (alb.or.)

GLI ARTICOLI COMPLETI

LE MANI SULLA RICOSTRUZIONE DELL’AQUILA

QUELLA VILLETTA DI CEMENTO SU TERRENO AGRICOLO

LE REAZIONI

PEZZOPANE: ”CI SCREDITANO PER TOGLIERCI SOLDI DALLA SVIZZERA”

“L’articolo del Sole 24 Ore mi è sembrato davvero poco degno di un giornale di Confindustria, sembrava più di un giornaletto locale. Lo ribadisco, qui è partita una campagna per criminalizzare la città ma anche per indebolire e delegittimare la sua classe dirigente”.

Così la senatrice del Partito democratico, Stefania Pezzopane, commenta l’articolo di oggi sul Sole che ha stangato il complesso dell’amministrazione del centrosinistra cittadino, in riferimento, ma non solo, all’inchiesta giudiziaria “Do ut des” su tangenti e appalti nel post-sisma.

Per la prima volta, oltre al sindaco dimissionario, Massimo Cialente, le bordate hanno riguardato anche altri esponenti dell’amministrazione, tra cui lei stessa.

“A me hanno dedicato attenzioni anche malevole, parlando delle mie caratteristiche fisiche, ma non mi sento minimamente toccata – prosegue – Sulla mia altezza ci ho scherzato in tv davanti a milioni di persone da Chiambretti, figuriamoci se mi faccio intimidire da un articolo di così basso profilo”.

Al di là delle polemiche, per la Pezzopane gli interessi riguardano i possibili fondi per la ricostruzione. “I capitali di rientro dalla Svizzera oscillano tra i 3,5 e i 5 miliardi, per noi potrebbe essercene uno, non è un’ipotesi lontana”.

“Ma si pensi a quanti altri possibili utilizzi ci potrebbero essere: infrastrutture, ferrovie, altre Regioni. E siamo sicuri che nessuno di questi abbia interesse a screditare la classe politica aquilana? – si chiede – Ci sono grandi interessi in campo, un grumo di poteri forti che vede parte di quella classe dirigente come un ostacolo”.

La senatrice ricorda che “con il mio ordine del giorno sulla Svizzera ho strappato una promessa a questo governo: ci vogliono mettere le mani in tanti su quei soldi, ci vogliono ancora delegittimare ma non ci riusciranno”.

Nel suo discorso di ieri all’evento del centrosinistra “A testa alta per la città” ha destato scalpore l’invito rivolto agli elettori contro il centrodestra, “sterminiamoli”, ripetuto tre volte.

“È una parola che usiamo costantemente e in modo ironico ovviamente. Non c’è certo in gioco lo sterminio, l’ho detto in chiaro riferimento alle elezioni regionali, alla voglia di combattere gli avversari per vincerli – replica – Ho parlato a lungo e ho detto cose anche più pesanti sul piano politico, non so perché si sono concentrati su quel termine. E poi, con quello che ci siamo sentiti dire in questi giorni, che siamo una città di ladri, ora non possono avere la puzza sotto il naso se uso quel verbo”.

“CIALENTE VUOLE CAPIRE SE HA LA FORZA DI CONTINUARE”

“In queste ore Massimo Cialente cerca di capire come dare più risposte alla città e se per poter dare più risposte ha le energie sufficienti e necessarie. La valutazione prioritaria è la tutela della sua famiglia e la forza che deve ritrovare per combattere per la città”.

Così la senatrice Pd sui primi segnali di un possibile ripensamento del sindaco che entro il 31 può ritirare le dimissioni e scongiurare un nuovo voto amministrativo a 2 anni di distanza dalla sua riconferma.

“Non credo che un commissario nominato dal governo si metterebbe a combattere con il governo – fa notare la Pezzopane tornando all’articolo del Sole 24 ore – Per questo c’è un tentativo di indebolire Massimo, un ridicolo tentativo di indebolire me, ma si dovevano informare meglio su chi sono e che cosa sto facendo”.

Per ora l’ex assessore cialentiano non si sbilancia sull’ottimismo: “È presto per dire che cosa accadrà, spero solo che capisca che la prima cosa è la città e una parte consistente della città gli chiede di tornare indietro”.

ALBANO (PD): ”VOGLIONO INDEBOLIRE LA CITTA’, PERCHE’?”

“A chi esprimeva scetticismo rispondiamo oggi che la bellissima manifestazione di ieri è stata un momento importante di unità e di partecipazione. Le almeno 2.500 persone presenti sono la testimonianza che L’Aquila ha alzato la testa”.

Così il segretario comunale del Partito democratico Stefano Albano, dopo l’evento di ieri “A testa alta per la città” a sostegno del centrosinistra cittadino ma anche del sindaco dimissionario del capoluogo, Massimo Cialente.

“Mi chiedo se sia un caso che proprio oggi un giornale solitamente neutro e paludato come il Sole 24 Ore pubblichi un articolo gravemente lesivo non solo della reputazione di alcuni esponenti della classe dirigente cittadina, ma della nostra città nel suo insieme – sbotta Albano – dipinta come una comunità tribale del tutto priva di anticorpi a supposte scorribande”.

Un articolo, secondo il giovane esponente democrat, “in cui sono sbandierate cifre a casaccio a beneficio nemmeno di una tesi, ma di una volontà: screditare e indebolire L’Aquila. Proprio il Sole 24 Ore, il giornale di Confindustria – prosegue – con i cui dirigenti locali abbiamo sempre collaborato proficuamente”.

“Allora mi chiedo: a chi giova? Chi, forse al di fuori del nostro territorio, a interesse a indebolire L’Aquila nella battaglia per ottenere i fondi per la ricostruzione? – si chiede ancora Albano – Rispondere a queste domande ci aiuterebbe a capire molte cose. Nel frattempo noi continuiamo a lottare”.

“Non permetteremo che queste guerre di potere e di disinformazione si giochino sull’onorabilità dell’Aquila e degli aquilani”, conclude.