L’AQUILA – “Alcuni giudizi sulla prima fase della ricostruzione mi sembrano ingiusti e ingenerosi, tutti conoscono le difficolta che ha dovuto affrontare il governo di Silvio Berlusconi, ma senza quel lavoro oggi non ci sarebbero tutte queste gru che svettano sopra il centro storico dell’Aquila”.

Ad affermarlo è Gianni Letta, ex sottosegretario della presidenza del Consiglio, tornato a L’Aquila ieri come presidente onorario del fondo etico dell’Ance. E da ex figura chiave dell’emergenza post sismica del 2009 e della prima fase della ricostruzione, per anni tramite e fluidificatore tra il governo il suo Abruzzo, essendo lui originario di Avezzano, nelle sue parole condite da un pizzico di amarezza si può leggere anche una risposta a chi oggi tende a dividere la cronologia della ricostruzione in due fasi: la prima quella coincidente del Governo Berlusconi segnato da inghippi burocratici, fondi incerti, scarsa trasparenza, e la seconda fase, quella successiva, dal governo di Mario Monti in poi, segnato dalla nascita degli uffici speciali della ricostruzione istituiti dalla legge Barca, dalla semplificazione burocratica, e dagli stanziamenti adeguati per il prossimo triennio a partire dalla legge finanziaria del 2015, dall’apertura dei cantieri nel centro storico dell’Aquila.

Lettura che solo giovedi è stata ribadita dal sottosegretario Claudio De Vincenti, intervenendo alla giornata conclusiva di Officina L’Aquila, che ha detto che solo ora nel cratere sismico “sono stati fatti passi avanti importanti, specie nell’ultimo anno e mezzo, grazie ai fondi della Legge di stabilità 2015, che questa volta sono stati ben utilizzati, se pensiamo al numero di edifici rimessi a posto, e i tantissimi cantieri aperti”.

Lettura a più riprese ribadita più volte anche dalla senatrice Pd Stefania Pezzopane, ed anche dal sindaco del capoluogo Massimo Cialente, che pure ieri ha accolto Letta con calore, sorrisi e abbracci. 

“Il nostro governo – spiega però Letta – ha dovuto risolvere grandi problemi di natura legislativa, ha dovuto creare i rapporti istituzionali e di filiera tra i vari soggetti chiamati dare il loro contributo. È stato un lavoro lento e faticoso, che però abbiamo preparato e svolto”.

E aggiunge: “Torno sempre qui con piacere, sono tenacemente attaccato a questa città. Questa mattina, uscito dalla galleria arrivando da Roma ho visto la selva di gru e hanno modificato temporaneamente lo sky line della città, e sono rimasto non tanto sorpreso, perché ovviamente lo sapevo, ma ho provato grande soddisfazione. Vuol dire che finalmente la ricostruzione c’è e si vede. Superate le difficoltà, messe da parte le polemiche, tutto adesso procede con quella speditezza che avremmo voluto sin dall’inizio, ma che all’inizio non fu possibile”.