L’AQUILA – L’arrivo dei fondi per gli impianti sportivi del “cratere” è stato il grimaldello che ha scoperchiato un malcontento che montava da tempo per un’eccessiva priorità che secondo molti amministratori dei Comuni terremotati viene riservata all’Aquila che, dicono, nella ricostruzione dovrebbe sì avere la parte del leone, ma non al punto di lasciare agli altri solo le briciole.
Sui 3,7 milioni di euro stanziati dalla Regione per gli impianti, i sindaci dei Comuni dell’Aquilano sono tutti d’accordo: “Ci siamo anche noi, e anche noi abbiamo bisogno di risorse per ricostruire”.
Gli amministratori si sono uniti in un fronte compatto e bipartisan alla lettera aperta che il primo cittadino di Villa Sant’Angelo, Pierluigi Biondi (in alto a sinistra), ha indirizzato all’assessore regionale allo Sport, Carlo Masci, per chiedere appunto una proporzionata distribuzione dei fondi per la ricostruzione.
Un problema, quello della ripartizione sproporzionata dei fondi, che Biondi aveva evidenziato più volte, e che, da quanto si è appreso, pare sia esploso in tutta la sua interezza nel momento in cui Massimo Cialente (in alto a destra), sindaco dell’Aquila, durante un’intervista ad AbruzzoWeb ha affermato, forse distrattamente, “L’Aquila è il 90 per cento del ‘cratere'”.
La classica “goccia”: all’arrivo delle novità dell’assessore Masci, Biondi ha preso carta e penna e cominciato a scrivere.
“Condivido quello che dice Biondi – ha dichiarato Luigi Calvisi (in basso a sinistra), sindaco di Fossa – questa è una presa in giro. Verificheremo se tra questi 3,7 milioni di euro c’è una parte destinata anche a noi, perché fino ad ora è accaduto già tante volte che L’Aquila abbia ottenuto l’attenzione esclusiva”.
Alle dichiarazioni di Calvisi fanno eco quelle di Emilio Nusca, sindaco di Rocca di Mezzo. “Ci siamo anche noi – ringhia – Venerdì prossimo incontreremo Gianni Chiodi per presentargli il Piano strategico complessivo che riguarda la ricostruzione, primo perché vogliamo essere coinvolti anche noi, ma soprattutto perché riteniamo che per rinascere ci sia bisogno di considerare anche le esigenze dei Comuni intorno all’Aquila”.
“Abbiamo dimostrato in diverse occasioni – prosegue Nusca – che la metà degli sfollati sono dell’Aquila, l’altra metà sono distribuiti negli altri Comuni, quindi le esigenze che abbiamo noi sono le stesse che hanno nel capoluogo, anche se più in piccolo, ma tutto è in proporzione”.
“Perfino le ordinanze sono per lo più scritte solo in base alle esigenze all’Aquila – afferma Nicola Menna (in basso a destra), sindaco di Poggio Picenze – e noi ci uniamo alla lettera di Biondi per chiedere un criterio di proporzionalità nella distribuzione dei fondi”.
“L’Aquila invece ha l’esclusiva – conclude Menna – e a noi danno ciò che resta. Ad esempio sono stato costretto a togliere dal bilancio comunale 40 mila euro per riparare i danni del nostro campo sportivo. Dobbiamo pagare i puntellamenti e ridare un alloggio alle persone, dobbiamo farlo anche noi”.
E CHIODI STANZIA 4 MILIONI PER IL ”CRATERE”
L’AQUILA – Il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi (nella foto), ha firmato mandati di pagamento per circa 4,2 milioni di euro destinati ad alcuni comuni del “cratere” per la ricostruzione degli edifici privati classificati “A”, “B”, “C” ed “E”.
La coincidenza potrebbe far pensare a una prima risposta alle rimostranze dei sindaci del “cratere”, che si lamentano per il ruolo troppo preponderante dell’Aquila nell’accaparrarsi i fondi per la ricostruzione
I contributi sono stati stanziati a Ocre (L’Aquila, 586 mila euro), Torre de’ Passeri (Pescara, 848 mila euro), Tornimparte (2 milioni 314 mila euro) e Castel di Ieri (500 mila euro).
Il commissario Chiodi ha trasferito, inoltre, la somma di 2,15 milioni di euro all’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale dell’Aquila (Ater) per la ricostruzione e la riparazione degli edifici di edilizia popolare.
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