L’AQUILA – Eccezionale coalizione dei sei club service locali, da sempre attivi nella ricostruzione del capoluogo ferito e non solo, per supportare l’ambizioso progetto L’Aquila Civitas Internazionale, già inviato al ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, che a breve in un incontro vis à vis conoscerà tutti i dettagli della proposta.
Presentato ufficialmente alla città, invitata a essere coesa nel tornare a spiccare il volo, nella “Biblioteca dei ragazzi” a Pettino, nata dopo il devastante sisma del 6 aprile 2009, la “proposta progetto” intende realizzare e valorizzare al meglio in ottica di attrattività il triangolo Roma-Pescara-Ascoli e Teramo.
Alla presenza del presidente del presidente del Lions Club L’Aquila Host, Maurilio Cordeschi, del presidente del Rotary Club Gran Sasso d’Italia, Fabrizio Cimino, Rotary Club L’Aquila, Ruggero Ruggieri, della presidente dell’International Inner Wheel L’Aquila, Annalisa Petrilli, del Lions Club New Century L’Aquila, presidente Incoming Raimondo Fanale, del neo eletto presidente del Panathlon Club L’Aquila, Fulgo Graziosi, e della presidente del Soroptimist Club L’Aquila, Elena Santo, e della sempre presente suor Nazarena, l’architetto Franco Esposito, ideatore della proposta, ha illustrato il disegno della rinascita chiedendo supporto anche alla città per impedire ai giovani, indiscusse risorse per la continuità, di migrare altrove. “Bisogna dare un forte segnale alla civitas – esordisce – per la ricostruzione dell’urbs. Al momento L’Aquila da sola non ha le risorse per farlo, perciò bisogna giocare la partita su un piano internazionale. La necessità è quella di creare dei centri che si preoccupino di prevenire le catastrofi a componente umana. Solitamente si opera come Protezione civile dopo”.
Una sfida per nulla facile che porterebbe nell’area del “triangolo” oltre quattromila menti, selezionate dalle università, a operare in laboratorio di tipo internazionale volto a lavorare sulla “macchina” città e sulle grandi tematiche relative alle catastrofi. “Chiediamo alla politica – afferma Esposito – di spendere una parola per chiedere a università e Paesi di mandare ciascuno almeno una decina di ricercatori per lavorare all’Aquila. L’arrivo di lavoratori da tutto il mondo porterebbe un movimento ‘turistico’ che darebbe ulteriori benefici. Bisognerà lavorare anche sull’attrattività del nostro territorio”.
Sicurezza, conoscenza, intelligenza, cultura e qualificazione dell’ambiente sono per le sei principali associazioni di servizio, che nel mondo contano 4 milioni di soci, le proposte da sviluppare per tornare a vivere e dare speranza a questa città sì colpita, ma non ancora affondata.
Un lavoro che vede in prima linea anche le donne, risorse inestimabili della società soprattutto per la propria praticità, come sottolineato dalla presidente Santo e condiviso dalla presidente Sorte. “Non bisogna curarsi del genere – dice – il problema non deve essere letto in ottica maschile. La donna rappresenta un valore aggiunto della società”.



