L’AQUILA – Adesso è ufficiale. I soldi sono finiti.

Sul sito Internet del commissario per la ricostruzione, infatti, il contatore dei fondi messi a disposizione per la ricostruzione dalla Cassa depositi e prestiti segna un avvilente “zero” che certifica le preoccupazione che addetti ai lavori, cittadini e questo stesso giornale avevano sollevato nei giorni scorsi sul pericolo di prosciugamento delle risorse.

Come riporta il sito web del commissario, infatti, al 5 ottobre (ovvero venerdì scorso) per quanto riguarda i fondi della Cassa dedicati alla “riparazione di immobili adibiti ad abitazione principale ovvero per l’acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell’abitazione principale distrutta” la casella ‘Importo disponibile’ non ha alcuna somma prevista.

Nei giorni scorsi AbruzzoWeb aveva lanciato l’allarme sull’esaurimento progressivo dei fondi e poi interpellato gli uffici del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca per chiedere chiarimenti su uno scenario che a tutti pareva inesorabilmente chiaro: le risorse a disposizione erano agli sgoccioli, come intendesse muoversi il referente del governo Monti per la ricostruzione.

L’ufficio ha risposto tranquillizzando e ribadendo che “i fondi per la ricostruzione ancora disponibili, ai sensi dell’articolo 14 comma 1 del Decreto Legge 39/2009, ammontano a circa 2,5 miliardi di euro”.

Fondi ancora da ripartire e distribuire, ma intanto il denaro “cash” è terminato e l’impasse della ricostruzione è ormai una realtà di fatto certificata, con cittadini esasperati e imbufaliti per l’allontanarsi del sogno di ritornare nella propria abitazione e ditte che, a fronte di progetti approvati, non andranno avanti finché le risorse non arriveranno.

Solo qualche giorno fa il presidente di Ance L’Aquila, Gianni Frattale, aveva lanciato il grido d’allarme sullo stesso argomento, senza trovare riscontri dal mondo politico-istituzionale.

L’allarme per lo zero assoluto delle risorse arriva all’indomani dell’appello lanciato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che, partecipando all’inaugurazione dell’auditorium del Parco di Renzo Piano, ha dichiarato (con grande eco sui media locali e nazionali) “è ora di ricostruire L’Aquila”, con particolare enfasi sul cuore della città.

Se la rinascita del centro storico del capoluogo e degli altri comuni terremotati sembra una chimera il rischio adesso diventa che anche nelle periferie, dove pure i cantieri e le gru sono attive da mesi, tutto rimanga bloccato perché i progetti non saranno finanziati non potranno partire in assenza dello stanziamento necessario.