L’AQUILA – Sale a un miliardo e 400 milioni la richiesta del “cratere” al governo per avviare la ricostruzione nei centri storici dell’Aquila e degli altri comuni colpiti dal terremoto.

Soldi che dovranno arrivare “entro il prossimo mese”, come si legge nella lettera che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e il coordinatore delle aree omogenee, Emilio Nusca, hanno scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a quelli di Senato, Pietro Grasso, e Camera, Laura Boldrini, al premier, Enrico Letta, ai sottosegretari Giovanni Legnini e Filippo Patroni Griffi, ai ministri Carlo Trigilia (Coesione territoriale), Angelino Alfano (Interno), al suo vice Filippo Bubbico, a Fabrizio Saccomanni (Economia) e Flavio Zanonato (Sviluppo economico), in previsione del tavolo tecnico interministeriale, coordinato dall’abruzzese Legnini, previsto per mercoledì.

Infatti, secondo Cialente e Nusca, i soldi stanziati con la delibera Cipe 135 del dicembre 2012, sono “appena sufficienti per completare la ricostruzione delle periferie dei comuni, peraltro in tre annualità”.

Inoltre si chiede che i finanziamenti siano assicurati attraverso il “meccanismo di Cassa depositi e prestiti rivelatosi particolarmente efficace, al punto che è stato riconfermato per il finanziamento totale del sisma dell’Emilia”.

I sindaci sottolineano anche la necessità di un “sostegno per la copertura dei bilanci e l’ulteriore rinvio del pagamento dei muti contratti in epoca pre-sisma”, perché, affermano ancora “se l’emergenza è stata considerata chiusa per legge, i territori vivono ancora una situazione gravissima, che rende impossibile anche solo ipotizzare un ritorno all’ordinarietà”.

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

FONDI PER LA RICOSTRUZIONE

Ai sensi del decreto 39/2009 convertito in legge 77 del 2009, i Comuni del cratere hanno sottoscritto con il Governo rappresentato dal Commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, i piani di ricostruzione dei centri storici.

Per il comune dell’Aquila il piano di ricostruzione sottoscritto prevede una spesa pari a 5,5 miliardi di euro, mentre per i restanti comuni del cratere la spesa prevista è pari a 4,2 miliardi di euro.

In questo momento non vi è alcuna previsione normativa di stanziamento di queste cifre. Il finanziamento derivante dalla delibera CIPE 135 dicembre 2012 è appena sufficiente per completare la ricostruzione delle periferie dei Comuni, peraltro spalmato in 3 annualità.
 
Al fine di potere avviare la ricostruzione dei centri storici sin dal 2013, il coordinamento i sindaci, richiede, sempre col meccanismo del finanziamento tramite Cassa Depositi e Prestiti, rivelatosi particolarmente efficace al punto che è stato riconfermato per il finanziamento totale del sisma dell’Emilia, la cifra di 1 mld e 400 mln entro il prossimo mese.

Per quanto riguarda gli anni successi 2014 2018, sarà necessario assicurare i restanti 8mld, suddivisi in tranche che garantiscano trasferimenti progressivi e costanti.

ADEGUAMENTI NORMATIVI

Accanto a questo, il Coordinamento dei Sindaci, sottolinea la necessità di adeguamenti normativi che il Governo avrebbe dovuto assicurare attraverso un unico testo per confermare gli articoli delle ordinanze cessate con la fine dell’emergenza, delle quali si ha ancora bisogno, nonché di assicurare ancora un minimo sostegno per la copertura dei bilanci e l’ulteriore rinvio del pagamento dei muti contratti in epoca pre-sisma con la Cassa Depositi e Prestiti.

Infatti, se l’emergenza è stata considerata chiusa per legge, i territori, vivono ancora una situazione gravissima, che rende impossibile anche solo ipotizzare un ritorno all’ordinarietà.
Comuni fuori cratere

Il Coordinamento dei Sindaci, ricorda inoltre la problematica relativa ai comuni fuori cratere che hanno subito danni per i quali, come da legge, sussiste nesso di causalità col sisma, e per i quali attualmente lo stanziamento di competenza triennale 13/15 di cui alla delibera CIPE 135 2012, pari a 55mln di euro, risulta essere nettamente insufficiente alle necessità.

Il coordinamento dei sindaci, consapevole delle difficoltà del Governo, ritiene comunque che lo Stato come pochi mesi fa ha fatto per l’Emilia, saprà affrontare l’emergenza Abruzzese.

I sindaci riconfermano la volontà di procedere alla ricostruzione, con senso di responsabilità, tesa ad assicurare efficacia ed efficienza alla ricostruzione, in assoluta trasparenza e legalità, nel supremo interesse delle popolazioni coinvolte e dell’Italia.