L’AQUILA – Il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia ha nominato il gruppo dei “cervelloni” che dovrà occuparsi di pianificazione e sviluppo nell’area del “cratere”.
I super consulenti, previsti alla voce assistenza tecnica della delibera Cipe numero 135 del 2012, per cui sono stati stanziati complessivamente 15 milioni di euro, sono Arnaldo Bagnasco, professore emerito all’Accademia delle scienze di Torino; Antonio Calafati, economista urbano e coordinatore del dottorato internazionale in Studi urbani del Gran Sasso Science Institute (Gssi); Alessandro Cavalli, docente di sociologia presso l’Università di Pavia; Eugenio Coccia, direttore del Gssi, già membro del consiglio della Società europea di fisica; Paola Inverardi, rettore dell’Università dell’Aquila; Carlo Gasparrini, docente di urbanistica all’Università di Napoli e Federico Oliva, architetto, ex presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica.
A coordinare l’organismo è stata chiamata Maria Elena Camarda, capo della segreteria tecnica del delegato del governo per la ricostruzione, negli ultimi giorni messo nel mirino dal Partito democratico aquilano dopo le accuse di disinteresse che gli sono state rivolte dal sindaco dimissionario del capoluogo, Massimo Cialente.
“Il ministro ha ravvisato la necessità di costituire un gruppo formato da persone con indiscussa competenza e professionalità per procedere ad attività relative alle politiche per lo sviluppo territoriale”, si legge nel decreto ministeriale firmato a ridosso delle feste di Natale.
L’équipe si occuperà, tra l’altro, di consulenze sui restauri, di conferimento di incarichi professionali, e di definire le azioni per lo sviluppo delle nuove tecnologie e dei servizi legati alla smart city.
Una scelta fatta “in casa” che ha fatto infuriare Cialente e la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane che ha lamentato come il ministro abbia dato al gruppo “non funzioni di studio, bensì di pianificazione”. Al suo fianco si sono schierati i maggiorenti locali dei democrati che hanno chiesto ufficialmente, nel corso di una riunione con i vertici romani del partito, che la gestione della ricostruzione del “cratere” passi dalle mani di Trigilia a quelle della presidenza del Consiglio, cioè alle dirette dipendenze del premier Enrico Letta. Giulia Di Cesare



