L’AQUILA – Guerra mediatica, e di nervi, tra i soliti acerrimi nemici Massimo Cialente e Giorgio De Matteis.
Accademia dell’immagine, ricostruzione, bilancio, ogni argomento è buono per fare a botte tra il sindaco dell’Aquila e il leader dell’opposizione: proprio come in campagna elettorale quando si sono sfidati per la fascia tricolore, proprio come nei mesi successivi.
Oggi il paradosso, con due conferenze stampa convocate nello stesso giorno, alla stessa ora, sullo stesso argomento, la ricostruzione e i fondi stanziati in legge di stabilità.
Una concomitanza che pare abbia fatto agitare un De Matteis sull’orlo di una crisi di nervi, e ne ha fatto le spese anche qualche incolpevole cronista. Per il vice presidente del Consiglio regionale la contemporaneità era evidentemente strategica: a onor del vero, la sua convocazione è arrivata giovedì alle 16.30, quindi prima di quella del Partito democratico, giunta un’oretta dopo.
Ma il paradosso è che, al netto delle schermaglie, l’opposizione che accusa la maggioranza e viceversa, il dato emerso dai due appuntamenti è stato grossomodo lo stesso, che i soldi ottenuti in finanziaria sono comunque troppo pochi.
Tale e tanto lapalissiana è l’impossibilità e la non volontà di investimenti del governo Letta sul post-sisma all’Aquila che per un secondo ha messo d’accordo perfino i due storici avversari. (alb.or.)
“Il ministro Carlo Trigilia non sa più niente dell’Aquila, è necessario un chiarimento definitivo altrimenti meglio cambiare tutor”.
Questa l’accusa lanciata oggi dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, in un incontro con i cronisti presso la sede del Partito democratico svolto in contemporanea a quello in Comune dell’opposizione sugli stessi argomenti tenuto dal principale esponente, Giorgio De Matteis.
Presente tutto lo ‘stato maggiore’ democrat aquilano: oltre a Cialente, la senatrice Stefania Pezzopane e l’ex sottosegretario Giovanni Lolli, il coordinatore comunale Stefano Albano, l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano.
Gli stessi protagonisti, a inizio autunno, avevano annunciato la protesta del Pd aquilano contro i livelli regionale e nazionale.
Una protesta che continua dopo il magro bottino ricavato dall’approvazione della finanziaria: “La mobilitazione non è finita e le bandiere neroverdi resteranno dove sono”, ha sbottato Albano, ricordando la sostituzione dei simboli di partito con i colori della città a testimonianza della “rottura”.
La senatrice Pezzopane ha portato un ramoscello d’ulivo rimarcando “la vicinanza del Pd” sulla battaglia per L’Aquila: “Più di 600 milioni di euro aggiuntivi al miliardo e 200 milioni non si potevano ottenere – ha assicurato – Si tratta di fondi che scaturiranno anche dal taglio del finanziamento ai partiti, bocciate le accise”.
Per la “triade” Lolli, Cialente e Pezzopane, tuttavia, la coperta è ancora evidentemente corta: “È necessario reperire almeno 700 milioni di euro per il 2014. La partita si giocherà presto con il rientro dei capitali dalla Svizzera”, hanno ipotizzato. (alb.or.)
“Il denaro previsto per la ricostruzione dalla legge di stabilità non serve a niente: A causa dell’incapacità di Cialente e del suo rifiuto a voler collaborare, la città dell’Aquila è passata nel dimenticatoio e si continua ancora a giocare con i soldi del 2009”.
Lo ha detto il leader dell’opposizione nel Comune dell’Aquila, Giorgio De Matteis, nel corso dell’incontro con la stampa sul tema delle problematiche relative ai fondi per la ricostruzione post-sisma.
Si tratta più precisamente degli 1,8 miliardi, di cui 1,2 reperiti con l’aumento delle imposte di bollo e 600 inseriti nella stessa norma finanziaria, che dovrebbero andare a coprire almeno la prima ricostruzione del “cratere” ma che, a detta della minoranza, “non basteranno nemmeno a pagare nemmeno i cantieri aperti precedentemente”.
“Ci troviamo in una situazione di gravità assoluta – ha continuato De Matteis – Gli stessi numeri del responsabile dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila Paolo Aielli, per cui 900 milioni di lavori sarebbero già pronti a partire, sono incontrovertibili. Il problema sta però nel fatto che con il denaro previsto dalla legge si stabilità non riusciremo a pagare nemmeno i lavori cominciati”.
Secondo Gdm, infatti, i 497 milioni previsti per il 2014 dalla legge di stabilità non solo non copriranno nemmeno le prime spese, ma “non sono altro che la somma corrispondente a quel denaro che la città dell’Aquila sapeva già di dover ricevere”, insomma niente di nuovo.
Presenti all’incontro anche i consiglieri di minoranza al Comune dell’Aquila Emanuele Imprudente (L’Aquila città aperta) e Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila) che non hanno esitato a sottolineare la “poca credibilità di cui gode in Senato il capoluogo abruzzese”.
“La legge di stabilità – ha affermato Imprudente – ha sottolineato come il ministro Trigilia sia completamente disinteressato all’Aquila. Bisogna purtroppo prendere atto del fatto che tutto ciò che ci viene detto è vuoto di contenuti in quanto ci troviamo in una situazione drammatica in cui soldi per la ricostruzione sono finiti da tempo”. Mariangela Speranza



