L’AQUILA – La “testa” del “ministro sciacallo”, com’è stato definito, Carlo Trigilia, e il passaggio della delega di governo alla Ricostruzione dell’Aquila dal ministero per la Coesione territoriale direttamente alla presidenza del Consiglio dei ministri.
Sarà questo il tema chiave dell’incontro che si svolgerà oggi a Roma a partire dalle ore 15, nella sede romana del Partito democratico in via Sant’Andrea delle Fratte, con una delegazione abruzzese ricevuta dalla segreteria nazionale.
Ancora da confermare la presenza del segretario neoeletto, Matteo Renzi, rimasto fin qui silente sullo scandalo tangenti che ha travolto l’amministrazione e portato, assieme agli attacchi dei media nazionali, alle dimissioni del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
Gli abruzzesi saranno il segretario regionale, Silvio Paolucci, quello provinciale, Mario Mazzetti, e quello comunale, Stefano Albano; ci saranno anche il sottosegretario abruzzese di palazzo Chigi, Giovanni Legnini, la senatrice democrat Stefania Pezzopane e l’ex parlamentare e sottosegretario Giovanni Lolli, uomo forte della coalizione in questa fase concitata legata all’addio del primo cittadino.
Quest’ultimo, ovviamente, non sarà della partita: “Con la politica ho chiuso, torno a fare il medico”, ha detto, con tutta l’intenzione di mantenere questo intendimento.
Un vertice con i principali protagonisti per parlare dell’emergenza Abruzzo, dopo lo scandalo tangenti, dal quale il Partito democratico locale vuole uscire con “la schiena dritta”, come hanno detto ieri ai cronisti i maggiorenti, visto che nessun loro esponente è stato indagato e bisogna smentire l’etichetta di “città del malaffare” appioppata frettolosamente dai media italiani anche in vista della prossima maxi-campagna elettorale per le elezioni regionali e, ora, anche le amministrative.
Ma sarà anche una riunione fondamentale per l’agenda della ricostruzione. Oltre alla cacciata di Trigilia, che con due interviste in pochi giorni ha rotto definitivamente il rapporto con il Comune capoluogo in verità mai stato idilliaco, verranno chieste anche nuove certezze sui fondi che, però, fanno inevitabilmente a cazzotti con i vincoli di bilancio imposti all’Italia dall’Unione europea.
Quello il vero obiettivo della lotta che aveva fissato Cialente e che ora dovrà tornare d’auge con il nuovo corso.
È incerto, invece, il destino di un altro incontro che era stato già fissato per dopodomani, mercoledì, forse anche più importante: quello con il presidente del Consiglio, Enrico Letta.
Si trattava, infatti, di un vertice organizzato per parlare direttamente con Cialente, ovviamente prima che decidesse di andarsene, e ora bisognerà concertare un’eventuale conferma perché non è detto che il premier voglia colloquiare con gli altri esponenti dopo che la sua telefonata per far tornare il sindaco sui suoi passi non è andata a buon fine.
Inutile dire che la giornata romana di oggi sarà foriera di trattative in tal senso per cercare di ottenere dall’inquilino di palazzo Chigi almeno un piccolo segno d’interesse.
Visto che, dopo aver partecipato come vice segretario Pd addirittura a un corteo all’Aquila sotto la pioggia per la sospensione della restituzione delle tasse, il 20 novembre 2010, Letta jr non ha mai speso neanche una sola parola pubblica sul post-sisma del 6 aprile 2009, parlando sempre attraverso suoi diretti collaboratori o componenti del suo governo.
LOLLI: “IL GOVERNO DICA SE VUOLE SALVARE L’AQUILA O NO”
“In un momento in cui L’Aquila è senza sindaco, senza soldi e con un’immagine compromessa, il governo deve dimostrare se vuole salvare questa città o se considera la questione una rottura di scatole, che peraltro costa tanto”.
Così l’aquilano Giovanni Lolli, ex parlamentare del Partito democratico, prima di partecipare con una delegazione del centrosinistra a una riunione con la segretaria nazionale Pd per parlare della questione L’Aquila, alla luce della crisi politica nel capoluogo abruzzese in seguito all’inchiesta su presunte tangenti negli appalti della ricostruzione post terremoto.
“Più che cacciare il ministro per la Coesione territoriale Trigilia, che per conto del governo ha la gestione della ricostruzione, e a tal proposito certe richieste non mi appartengono, c’è estremo bisogno che la questione L’Aquila sia presa in carico dalla presidenza del Consiglio dei Ministri”.
Secondo Lolli, “non è la persona Trigilia il problema, ma il livello che si assume la responsabilità. Di questo e di tante altre cose parleremo oggi con la segreteria nazionale”.



