L’AQUILA – “Questa legge è una cambiale elettorale di Cialente, la cui discussione non può passare per la tenda di piazza Duomo o tenersi negli incontri tra gli ‘amici del Pd’. Alla faccia della partecipazione!”.
Parole infuocate quelle di Giorgio De Matteis, capogruppo di L’Aquila città aperta, che questa mattina in conferenza stampa ha annunciato di aver presentato formale richiesta a Carlo Benedetti per la convocazione di un Consiglio comunale straordinario per discutere del “maxi-emendamento Abruzzo” al decreto sul terremoto dell’Emilia.
A sostenere De Matteis nella battaglia per una maggiore partecipazione del Consiglio nella discussione sulla proposta di legge, finora ancora una bozza, anche i consiglieri Emanuele Imprudente (L’Aquila città aperta), Luigi D’Eramo (Prospettiva 2022), Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila) e il coordinatore comunale Mpa Corrado Ruggeri.
“Ieri si è riunito un comitato ristretto – ha affermato De Matteis – chi ha delegato queste persone a decidere sulla ricostruzione della città? La ‘triade’ Cialente-Lolli-Pezzopane pensa di fare tutto da sola. È finita l’epoca nella quale Cialente, prendendo in giro la città, ha fatto tutto ciò che voleva”.
Sventolando la bozza della proposta di legge, consegnata ieri al Comitato ristretto, De Matteis ha parlato di un “tentativo maldestro di fare un piano regolatore mascherato”.
“Nell’articolo 5 – ha spiegato – si parla di aree bianche e di premialità urbanistica. È assurdo che in una legge dello Stato, che deve dare linee di indirizzo generali, si parli di cose così specifiche. Questo è il far west legislativo. Domani incontrerò a Roma il ministro Fabrizio Barca. Chiederò chiarimenti in merito a chi abbia scritto questo provvedimento e sarò fermo nel dire che non si prenderà una decisione definitiva sulla legge se questa non verrà prima discussa in Consiglio”.
“Se fossi Chiodi – ha concluso – mi dimetterei subito. In questo modo cadrebbero anche gli ultimi alibi di Cialente”.
“Questa legge riguarda tutti – ha aggiunto Imprudente – non può essere appannaggio di un unico partito, il Pd”.
Parole forti quelle pronunciate poi da D’Eramo, che ha rivolto un appello al presidente del Consiglio comunale affinché “non permetta lo stupro dell’assise. Se questo non dovesse accadere, siamo pronti a una battaglia contro lo stesso Benedetti”.
Il giovane consigliere Ferella ha invece posto l’attenzione sulle frazioni del Comune dell’Aquila, a suo dire penalizzate da alcune scelte presenti nella proposta di legge.
“Si parla di istituire due uffici di coordinamento – ha detto – uno per il comune dell’Aquila e l’altro per i comuni del ‘cratere’. Voglio sottolineare che L’Aquila ha tante frazioni che meritano un’attenzione particolare, visto che già nel piano di ricostruzione sono state trascurate”.



