L’AQUILA – “Comportamenti scorretti o, addirittura, illegittimi” potrebbero vanificare lo sforzo delle imprese edili aquilane nel garantire la legalità nella ricostruzione.
Questo l’allarme lanciato dal presidente provinciale dell’associazione costruttori edili (Ance), Gianni Frattale, durante il convegno di apertura del Salone della ricostruzione.
“Mi riferisco ad alcune richieste, a dir poco anomale – ha detto Frattale – che ci sono state segnalate di recente da alcuni nostri iscritti, e che provengono dai privati che si trovano a gestire il processo di scelta della ditta cui affidare i lavori di riparazione o ricostruzione dei propri immobili”.
Secondo Frattale, si tratterebbe di “richieste di garanzie fantasiose, di sconti, di qualificazioni bizzarre che nulla hanno a che vedere con la professionalità delle imprese. Anzi, si tratterebbe di ingegnosi meccanismi per condizionare la scelta verso soggetti già predestinati”.
“Si tratta – ha accusato – di comportamenti illeciti che falsano il mercato, esponendo a rischio i cittadini e penalizzando le imprese oneste, che si vedono artificiosamente estromesse o costrette a rinunciare agli incarichi”.
GLI STRUMENTI DI CONTROLLO DELLA LEGALITA’
Frattale ha snocciolato tutte le tecniche di controllo e monitoraggio della qualità delle imprese. “Il contratto tipo, per chi decide di adottarlo – ha spiegato – stabilisce in maniera chiara e semplice, soprattutto completa e senza omissioni strumentalizzabili, cosa deve assicurare l’impresa e cosa il committente”.
C’è poi “un sistema di qualificazione, il rating, preso in prestito dal mondo dell’economia, che permette al cittadino committente di fotografare subito l’impresa che ha davanti. Si basa sulla solidità dell’impresa, sulla sua reputazione, sull’affidabilità patrimoniale, sulla sua storia professionale, sulla qualità e quantità di prestazioni rese”.
Altri strumenti, “un pacchetto di polizze fideiussorie a garanzia della buona esecuzione, responsabilità civile verso terzi e verso gli operai, Car (Contractor’s all risks, ndr), postume decennali indennitarie inserite nei contratti, che offrono copertura e risarcimento in caso di lavori eseguiti male o non eseguiti affatto, con una garanzia sull’opera di dieci anni”.
Infine i “badge”, le tessere di identificazione che certificano la presenza degli operai nei cantieri. “Riteniamo – ha auspicato Frattale – che l’esperienza fatta nel centro storico dell’Aquila vada estesa a tutto il ‘cratere’”.
Un accenno ai controlli. “Il nostro tessuto imprenditoriale è storicamente sano e laborioso – ha assicurato il presidente – Il rafforzamento dei controlli va perciò a vantaggio degli imprenditori corretti. Per questo ringraziamo la magistratura, la prefettura, le forze dell’ordine e gli organi di controllo per il lavoro che stanno svolgendo”.
BUROCRAZIA E RAPPORTI CON LA GOVERNANCE
Frattale ha rivolto un appello alla governance per la ricostruzione, una richiesta definita “ragionevole”: “Semplificare, snellire i processi, ‘sdrammatizzare’ la burocrazia. Si può fare, a partire da subito. Basta volerlo”.
“Chiediamo anche – ha aggiunto – una migliore organizzazione amministrativo-contabile, onde evitare il ripetersi di un fenomeno che assorbe risorse a danno delle imprese: cioè il ritardo nei pagamenti dei lavori eseguiti”.
RICOSTRUZIONE VELOCE E SNELLA
Nel parlare in generale di ricostruzione, il presidente provinciale ha posto un accento forte sull’urgenza di procedere. “Mai come ora – ha ammonito – vale il detto che il tempo è denaro. E non solo: il tempo che scorre nel ‘cratere’ rischia di far marcire sotto le pietre l’ identità di una vasta comunità”.
“Nella programmazione della ricostruzione – ha tuonato poi – deve essere inserito il quando e non solo il come. Abbreviare i processi e semplificare la burocrazia quindi. Occorre definire un cronoprogramma che scandisca, almeno, le fasi principali dell’avvio dei cantieri, della restituzione di pezzi di città agli studenti, ai cittadini, cosicché anche le tradizionali attività interne ai centri storici possano essere riprogrammate, per riavviare la necessaria ripresa economica. Una meta temporale può restituire entusiasmo e coesione”.
Un passaggio anche sulle macerie e rifiuti da cantiere. “Per la complessità del problema – ha prospettato Frattale – non ci aspettiamo bacchette magiche, ci mettiamo anzi a disposizione. Ci sono ditte private che hanno investito in mezzi e maestranze per prepararsi a questo compito, già prima delle ordinanze che hanno regolamentato il trasporto ed il conferimento dei rifiuti alle discariche. Pensiamo ad un modo equo ed efficiente per far collaborare il pubblico ed il privato. Queste ditte attendono risposte definitive”.
Infine, una stima dell’economia e dell’indotto della ricostruzione. “Il cantiere più grande d’Europa – ha ricordato il presidente – svilupperà secondo le stime un’occupazione di oltre 20 mila unità per i prossimi anni. Questo esercito di operatori ogni mattina consumerà 20 mila caffè nei bar del ‘cratere’, 40 mila pasti nei posti di ristoro, acquisterà beni di consumo presso i negozi cittadini e via dicendo”.
“I decisori, gli operatori, i cittadini ripensino, ogni volta che sono alle prese con una scelta, ai 20 mila caffè e facilitino il raggiungimento dell’obbiettivo”, ha concluso Frattale.



