L’AQUILA – Sarà l’Università dell’Aquila a curare, insieme alla Struttra tecnica di missione, la soluzione legata al problema della rimozione delle macerie derivanti dai crolli post terremoto.

Lo annuncia il responsabile della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, che ha voluto anche rispondere ad alcune critiche ricevute in un evento pubblico. A suo dire, non è vero che manca un disegno complessivo per la ricostruzione, ma ci sono “idee, programmazione, risorse e riferimenti certi per la comunità”.

L’ATENEO AQUILANO SCENDE IN CAMPO SULLE MACERIE

Si è infatti riunito il gruppo di coordinamento per la gestione delle macerie che, insieme ai sindaci del “cratere”, ha approvato il “Progetto di recupero, valorizzazione e riciclaggio dei materiali derivanti dal crollo degli edifici pubblici e privati, nonchè di quelli provenienti dalla demolizione degli edifici danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009 nella regione Abruzzo”.

A renderlo noto è il responsabile della Struttura tecnica di Missione, Gaetano Fontana, che spiega:

“Il progetto è realizzato in collaborazione con la facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, la stessa facoltà dove insegna il professor Pierluigi Properzi, che ha sempre tanto da ridire, ma forse anche questa iniziativa a lui non è ben nota, nell’ambito dell’accordo quadro siglato con il rettore al fine di sviluppare la pù ampia e intensa collaborazione sinergica nei settori di competenza e per lo svolgimento delle attivita’ comuni ai rispettivi fini istituzionali”.

Nel corso della riunione è stato illustrato il programma degli obiettivi da realizzare nell’arco dei 24 mesi.

“Il programma – riferisce Fontana – prevede la definizione dei protocolli di analisi chimica e fisica delle macerie; la quantificazione delle stesse sul territorio del cratere; il ripristino ambientale della cava ex Teges e degli altri siti di stoccaggio provvisorio; le operazioni di trattamento delle macerie per il loro reimpiego nelle costruzioni di opere pubbliche, quali ad esempio gli argini del fiume Aterno”.

FONATANA RISPONDE A PROPERZI: “CI SONO SOLDI E PROGRAMMAZIONE PER LA RICOSTRUZIONE”

“Non è affatto vero che mancano un disegno politico sul ruolo dell’Aquila ed un chiaro progetto urbanistico. Ci sono idee, programmazione, risorse e riferimenti certi per la comunità”.

Così Fontana ha voluto rispondere all’Istituto nazionale di urbanistica e, per esso, al vice presidente Pierluigi Properzi, docente all’ateneo aquilano,ribattendo a tutti i rilievi mossi dagli esperti in una convention a Venezia.

Nella sua disamina, Fontana parte dai fondi erogati, a partire dal 23 luglio 2010, dal commissario ricostruzione Gianni Chiodi: 1 milione 209 mila eurp per gli edifici pubblici della città capoluogo e del resto della provincia; 2 milioni 797 mila euro per la riparazione edifici Ater classificati “A”, “B” e “C”; 147 milioni 447 mila euro per la riparazione e la ricostruzione delle unità immobiliari classificate “A”, “B”, “C”, situate nel Comune dell’Aquila e nei Comuni del “cratere” sismico.

“È in corso di istruttoria – ha aggiunto Fontana – un cospicuo pacchetto di finanziamenti per interventi, anche di restauro, di edifici monumentali pubblici ed ecclesiastici, opere strategiche e prioritarie, e per la realizzazione della rete dei sottoservizi all’Aquila e negli altri centri del cratere”.

Per quanto riguarda la “definizione delle strategie di ricostruzione e rilancio”, Fontana fa notare che “il commissario sta sviluppando, si augura con coerenza, il disegno generale dell’azione posto all’attenzione dell’opinione pubblica sin dal suo insediamento”.

Discusso e condiviso con tutti i sindaci, il disegno “ha cercato e trovato nuove voci in esperti di chiara fama internazionale cui spetta confermare l’adeguatezza tecnico-scientifica delle scelte urbanistiche, ma anche sociali ed economiche operate dal commissario e dalla sua struttura di supporto”.