L’AQUILA – Entro novembre potrebbe avere soldi e ditta, l’aggregato da ricostruire del centro storico dell’Aquila che comprende la sede centrale della ex Cassa di risparmio, assorbita nel 2013 dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper).
Un mega edificio da 12 milioni di euro nel cuore della città ritenuto una delle “chiavi” per la ripartenza della vita diurna del centro storico se al suo interno torneranno presto negozi e uffici.
Di pari passo con l’iter economico, che si avvia finalmente a partire con il finanziamento della prima tranche dei lavori, annunciato ieri, c’è quello della scelta della ditta che, per volontà dei proprietari, è stato modulato praticamente come un appalto pubblico.
Al presidente del Consorzio, Antonello Carbonara, succeduto nel tempo a Pier Alberto Properzi, sono arrivate 21 domande di partecipazione da parte di imprese.
Al termine della verifica dei requisiti richiesti, sono state ammesse 6 ditte. Si tratta di Mancini Srl in associazione temporanea con Tecnoclima; Coge Spa-Fam; Aldo Del Beato e C. Srl-Cobar; Intercantieri Vittadello Spa-Catena; Maltauro Spa-Aquilana Calcestruzzi-Centro Appalti Costruzioni); Consorzio Di Vincenzo e Strever-Rosa Edilizia-Ceit.
Secondo quanto si è appreso, tuttavia, proprio come un appalto pubblico, le aziende escluse hanno presentato richiesta di accesso agli atti e non si escludono contenziosi.
“Avere il finanziamento è già un grosso passo avanti, andiamo avanti – afferma Carbonara – Speriamo di compiere le operazioni entro novembre e, quindi, avere anche la ditta”.



