L’AQUILA – Quante sono 1.500 pratiche paralizzate?

Molte, molte di più di quelle che potete vedere nelle foto esclusive di appena una parte dei faldoni stipati nei magazzini del Genio civile della Provincia dell’Aquila.

Immagini con cui AbruzzoWeb vuole celebrare amaramente questo 1° maggio.

La filiera, il Comune, la Provincia, la Regione, il commissario, i capi degli uffici, il governo vecchissimo, quello vecchio e quello nuovo…

Inutile fare distinzioni oggi, ognuno ci ha messo del suo per arrivare alla situazione che questo giornale denuncia giorno dopo giorno e che, forse, una foto sbattuta in faccia riesce a descrivere meglio di un articolo.

In fondo 1.500 pratiche bloccate sono 1.500 cantieri che non partono. Sono 1.500 sogni infranti, o quantomeno chiusi a chiave nel cassetto, di un numero molto maggiore di famiglie che vorrebbero rifare a casa, tornare a casa, quattro anni dopo quella notte.

E invece le stesse famiglie avranno ancora tempo, almeno finché le cartelle resteranno lì, su quel tavolaccio.

Avranno ancora tempo per decidere di stabilirsi definitivamente in quella casa al mare. Avranno ancora tempo per decidere di iscrivere un figlio alla prima media in quella scuola marchigiana. Avranno ancora tempo per decidere di mandare al diavolo le radici e accettare quell’offerta di lavoro nel Lazio, ché di questi tempi fortunato chi ne trova (rieccoci al 1° maggio).

Anche noi ci prendiamo un po’ di tempo per riflettere, per capire. Per ricominciare, dal 2 maggio, a menare ancora di più su una ricostruzione che non riesce a partire, sui soldi che non riescono ad arrivare, su una crisi che è più grande dell’Aquila, più grande dell’Italia e pochi lo sanno.

Oggi ce ne stiamo così, davanti a quel tavolone e a quegli scaffali stipati di faldoni da aprire e da affrontare, di sogni da tirare fuori da un cassetto. Ognuno si prenda le sue responsabilità e poi, finalmente, cominciamo. (alb.or.)