L’AQUILA – “Non ci sono i soldi”.
Il piano di ricostruzione dell’Aquila e delle frazioni già approvato, a quasi quattro anni dal terremoto è per lo più fermo.
È quanto emerge da un’inchiesta del giornalsta Emilio Fabio Torsello pubblicata sul sito online dell’Espresso.
“Sono finiti i 2 miliardi stanziati – spiega Pietro Di Stefano, assessore del Comune dell’Aquila alla Ricostruzione – e adesso si naviga a vista. Manca un afflusso costante di denaro e bisogna contrattare anno per anno con il Governo”.
“Adesso, per esempio – prosegue l’assessore – una delibera del Cipe del dicembre scorso ha sbloccato 150 milioni, un residuo di contabilità che non ci era stato assegnato dal commissario, soldi che sono stati già impegnati. Siamo in attesa di altri 660 milioni ma tutto è sempre molto precario”.
A mancare, infatti, è un piano strutturato di finanziamento che, invece, si ridefinisce anno per anno: “queste procedure non aiutano la programmazione degli interventi. Per il sisma in Emilia – prosegue – è stata decisa un’accisa in modo da reperire subito i fondi per le popolazioni, vorrei capire per quale motivo nel 2009 si decise che per un territorio come il nostro, così pesantemente colpito dal terremoto, interventi straordinari di quel tipo non erano necessari”.
“Il risultato è una contrattazione sui fondi che snerva qualsiasi ampio respiro di ricostruzione”, sbotta.



