L’AQUILA – “È arrivato il momento di dire la verità ai cittadini, se concentreremo i fondi per la ricostruzione solo sull’asse centrale dell’Aquila (dalla Fontana luminosa alla Villa comunale, ndr), la periferia verrà dimenticata”.

Sono queste le dure parole di Piero Di Piero, capogruppo Udc del Comune dell’Aquila nonché architetto, che questa mattina, alla fine della riunione tra la quinta commissione consiliare e gli ordini dei professionisti impiegati nella ricostruzione, ha rivelato che “non è stata una riunione politica, il mio intento era quello di far colloquiare gli ordini professionali con il comune dell’Aquila per aprire un dibattito per risolvere una serie di problematiche tecniche che a oggi continuano a bloccare il processo di ricostruzione”.

“La legge Barca ha dato delle indicazioni che secondo me sono poco chiare e non dà degli indirizzi tecnici ben precisi – ha commentato – Io credo ci sia bisogno di una legge regionale che possa chiarire questi aspetti e il Comune dell’Aquila deve iniziare una programmazione di un piano regolatore che possa riprogrammare tutti i centri storici dell’Aquila e delle frazioni. Solo così potremo capire quali sono le priorità”.

“È arrivata l’ora di lasciar perdere gli attriti sulle questioni politiche per affrontare realmente i problemi tecnici – ha continuato il consigliere comunale – che riguardano le cose più complicate e con un contatto diretto con gli organi professionali in modo da riportare in termini politici i ragionamenti anche in Consiglio comunale, per riuscire ad accellerare il processo della ricostruzione”.

Dalle parole di Di Piero emerge che anche i tecnici sono stati contenti di questo incontro, ed “è fondamentale trovare insieme la correzione di tutta una serie di azioni tecniche da mettere in campo per velocizzare la ricostruzione dell’Aquila”.

“Il punto fondamentale toccato durante il nostro incontro è quello di iniziare a capire velocemente qual è il processo da indirizzare sul centro storico e le frazioni – ha spiegato – C’è una certa priorità sull’asse centrale dell’Aquila, se noi diamo attenzione in termini di finanziamento solo a questa zona, il resto della città potrebbe partire in tempi molto lunghi”.

Piero Di Piero chiama in causa anche il governo Monti, “perché se ci sono i finanziamenti, per esempio, di un miliardo di euro ogni anno, non possiamo pensare che facendo partire l’asse centrale, parte la città, perché se l’ambito di San Pietro o della Lauretana partono tra 10 anni, la ricostruzione non è poi così veloce. Ci sono anche molti proprietari anziani che se andiamo avanti così non potranno mai rivedere la loro abitazione”.

“Noi ci siamo dati dei tempi per cercare di far capire a livello governativo che questo processo, adesso, è molto delicato e dobbiamo dare delle priorità – ha concluso il consigliere – Le tempistiche sono lunghe”. Sara Ciambotti