L’AQUILA – ”Quattro anni e 3 Governi, non bastano per capire che la ricostruzione del territorio aquilano è una priorità per alimentare l’economia nazionale”.

Lo afferma il direttore Agostino Del Re, direttore Cna dell’Aquila.

Per Del Re bisogna ”rafforzare la rappresentanza è un passaggio obbligato, con il coinvolgimento di figura che ha acquisito esperienza e ruoli nel difficile e complesso labirintistico percorso politico-burucratico al fianco di tutte le rappresentanze politiche ai vari livelli istituzionali sia locali che nazionali. L’obiettivo deve essere basato sul principio imprescindibile di leale collaborazione attraverso il confronto con i referenti territoriali in quanto attori della governance per la ripresa delle attività economiche sui territori colpiti dal sisma, elemento che, a ricaduta, impatta in maniera sostanziale sul benessere dei cittadini”.

Per il Cna L’Aquila è importante la figura dell’onorevole Gianni Lolli, il primo non eletto nel Pd.

”Interventi diretti nell’interesse generale hanno visto con impegno e spirito di abnegazione, nell’onorevole Lolli, un valido punto di riferimento senza limiti di disponibilità e di orari – dichiara Del Re – con l’obbiettivo comune degli interessi generali per la quale ragione si ritiene fondamentale l’attribuzione di un ruolo che possa ufficialmente rappresentare e continuare nel suo impegno parlamentare. Portare avanti congiuntamente il percorso sisma Abruzzo-Emilia, per cui il governo non può e non deve considerare in maniera disgiunta”.

Del Re ricorda che ”il territorio gravemente ferito, che pur considerando il tessuto prodeuttivo delle imprese allocate nei 57 Comuni del cratere sismico, va rilevato che nella sola città dell’Aquila risiede oltre il 60% della popolazione direttamente coinvolta la quale ha prodotto una forte contrazione delle vendite anche presso esercizi non direttamente coinvolti dagli effetti distruttivi del sisma”.

”Solo a titolo di esempio – prosegue Del Re – va ricordato che il volume d’affari medio annuo sviluppato complessivamente dalle attività economiche, presenti nel perimetro più tipicamente urbano, è stimabile in un ammontare compreso tra 350 e i 370 milioni di euro, comprese quelle legate alle prestazione di servizi professionali, avvocati, commercialisti, studi di ingegneria e centri elaborazione dati, con una presenza complessiva di circa 2.500 unità. Se a questo si aggiunge il blocco pressoché totale delle attività legate al sistema universitario si percepisce facilmente il colpo subito da un settore trainante per l’economia, non solo locale”.

”Ribadiamo, ormai da anni con coerenza chiara e convinta energia – conclude Del Re – la integrazione fra le diverse realtà in un progetto di ricostruzione in cui i giovani, con il contributo dei cittadini, delle imprese, dei professionisti, delle associazioni di categoria e dei sindacati confederali diano un chiaro segnale di responsabilizzazione ai vari livelli istituzionali provinciali, regionali, nazionali ed europei”.