L’AQUILA – “Per la ricostruzione servono certezza, trasparenza e immediatezza”, lo scrive in una nota il direttore provinciale dell’Aquila della Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna), Agostino Del Re.

“Dalla politica – prosegue la nota – non emerge un segnale chiaro sulle misure da intraprendere per scongiurare un processo in cui il mercato sia appannaggio di pochi”.

“L’artigianato e le piccole e medie imprese possono creare l’alternativa al vecchio sistema industriale – aggiunge la Cna – grazie alle loro caratteristiche di flessibilità, dinamicità e competitività”.

LA NOTA DELLA CNA DELL’AQUILA

Non emerge un segnale chiaro, sulla efficacia delle misure a cui la politica è chiamata ad intraprendere per il raggiungimento dell’equilibrio di interessi, che scongiuri un processo di compattazione in cui si generano solo i mercati per pochi, nell’analisi che la Cna provinciale dell’Aquila ha affrontato sulle ultime misure proposte per la ricostruzione post-sisma, con la presenza del presidente, Giorgio Stringini, e del direttore, Agostino Del Re.

Così ci si allontana dal lavoro che deve portare alla rinascita della nostra città.

Entrare necessariamente nelle capacità sistemiche con le imprese dell’artigianato e delle p.m.i., atteso che il 98% delle imprese in Italia è sotto a 30 dipendenti, al fine di creare le realtà alternative al vecchio sistema industriale, le quali possono creare le condizioni di adattabilità necessarie, con i vantaggi delle loro caratteristiche quali: flessibilità, molto più dinamicità nel fare sistema, competitività alta.

Inoltre, ciò può essere applicato, trovando nell’università la capacità di fare cultura sistemica, con il coinvolgimento delle C.C.I.A.A., quale prezioso soggetto con il ruolo di rappresentanza che ha, con tutte le sue competenze e funzioni.

Trasformare l’attitudine alla vocazione alla pluralità utilizzando le risorse del territorio nella trasformazione urbana. Recupero dello svuotamento delle aree industriali con una vera e propria riconversione.

Avere un progetto chiaro con risorse e tempi delle cose da fare con:

CERTEZZA: precise azioni per programmare una reale ricostruzione, non solo del patrimonio edilizio, ma anche del tessuto socio-economico. L’O.P.C.M. 4013, in particolar modo negli artt. 6/7/8, non chiarisce inequivocabilmente soggetti, forme, tempi e metodi, per cui si possa ritenere semplificata la procedura inerente la ricostruzione.

TRASPARENZA: tutte le imprese e le attività economiche che operano nel cratere sisma, dovranno avere idonei requisiti di trasparenza e legalità e di corretta esecuzione delle opere. Realizzando strumenti di monitoraggio a monte della realizzazione delle opere sia esse pubbliche che private, sarà molto utile a garantire qualità nell’esecuzione, nuova competitività delle imprese, maggiori misure di sicurezza sui luoghi di lavoro, lotta al lavoro nero ed argine alle infiltrazioni malavitose.

IMMEDIATEZZA: basta pretestuose motivazioni che bloccano la ricostruzione. Con l’avvicendarsi di sistemi labirintici che non garantiscono tempi e metodi, e prevenire ogni situazioni di conflittualità tra i vari enti preposti all’esame delle progettualità necessarie per la ricostruzione delle condizioni di vivibilità del nostro territorio.

Usiamo dunque la riflessione sulla ricostruzione e sulle potenzialità innovative del governo territoriale cui l’infausto evento del terremoto ha dato luogo, per introdurre qualche cosa di nuovo anche nei sistemi di governo del territorio.

Fare condensa territoriale con le imprese, le attività economiche, per puntare su un sistema di regolazione incentrato su principi di sussidiarietà in termini di stimolo alla autorganizzazione ed all’autoriconoscimento, da parte delle comunità locali, anche come comunità di interessi più ampi e strategici e non solo come somma di interessi e bisogni individuali, ma generatori di prodromi di innovazioni rilevanti sia sul piano istituzionale sia sul piano delle politiche locali di sviluppo.