L’AQUILA – “Sono trascorsi 30 mesi, si sono fatte tante chiacchiere e si sono illusi i cittadini che, giustamente, non ne possono più di questa governance inconcludente che annaspa nella totale confusione e che annuncia, senza meditare, ogni tanto una qualche decisione risolutiva”.
Questo il duro intervento sulla ricostruzione di Lelio De Santis, segretario comunale dell’Italia dei valori (Idv).
I toni del segretario sono accesi. “L’ultimo annuncio – sbotta – riguarda la nuova ordinanza che avrebbe dovuto sboccare la ricostruzione delle case ‘E’ con l’originale trovata di accollare ai tecnici progettisti l’onere della fidejussione a garanzia delle abitazioni private dei condomini”.
“C’è voluto un viaggio a Roma per partorire una decisione impraticabile e cervellotica, non condivisa da nessuno dei soggetti interessati, viste le reazioni successive degli ordini professionali e dell’Ance”, accusa l’esponente dipietrista.
“Domando ai protagonisti di queste brutte figure – continua poi – il commissario, Gianni Chiodi, in testa insieme con Gaetano Fontana (coordinatore della struttura tecnica di missione, ndr), seguito a ruota dal sindaco, Massimo Cialente insieme con l’assessore Pietro Di Stefano, perché prima di scrivere un atto amministrativo o di proporre una ordinanza commissariale non abbiano l’umiltà di verificare l’applicabilità della stessa e la disponibilità degli ordini professionali, evitando di mettere l’uno contro l’altro proprietari, tecnici, imprese…”.
“Se oltre a un pizzico di umiltà – sentenzia De Santis – i nostri protagonisti conoscesserro la tanto solo sbandierata esigenza della concertazione, non farebbero annunci a vuoto e non farebbero perdere altro tempo a Chi vuole e deve ricostruire la propria casa”.
Il segretario Idv rivolge parole dure anche alle ipotesi sull’ordinanza delle “E” su cui si sta lavorando a Roma. “Farebbe perdere altro tempo prezioso l’altra tardiva idea scaturita a Roma di consentire al Comune di assumere 40 tecnici per accelerare l’esame dei progetti: quanto tempo se ne andrebbe per formarli e renderli operativi?”.
“La verità – spiega ancora – è che le tre società della filiera della ricostruzione assorbono milioni di euro per limitarsi a chiedere in modo anonimo integrazioni fantasiose per i progetti, invece di fare il proprio dovere approvando i progetti stessi in un lasso di tempo certo, senza rendere conto a nessuno!”.
“E così il commissario Chiodi continua a far il comodo suo, con la complicità di qualche amministratore comunale che un giorno lo contesta e un altro ne condivide le decisioni. Speriamo che finisca presto questa drammatica pièce teatrale, che la città non merita”, conclude.



