L’AQUILA – “Voglio far dialogare Fontana e Iacovone”.
Prosegue nella sua attività sottotraccia di tessitore della ricostruzione il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis.
Non ha risparmiato la consueta stilettata a Massimo Cialente, “mi permetto di fare quello che dovrebbe fare lui” né al Consiglio comunale, “finalmente hanno capito, e lo scrivono in un atto, che il piano di ricostruzione si deve fare”.
Tutto questo, però, senza usare l’artiglieria pesante come in altre occasioni. “Proviamo a ragionare positivo”, ha azzardato.
LA DELIBERA
Chi si attendeva toni fortemente critici sulla proposta di deliberazione del Consiglio comunale per la ricostruzione del centro, presentata due giorni fa, è rimasto deluso.
“Non l’ho letta tecnicamente, non mi avventuro in valutazioni – ha frenato De Matteis – Faccio notare solo alcuni punti fondamentali. Primo, si dice finalmente che il piano di ricostruzione si deve fare. Secondo, quel piano non può essere quello bellico, abolito nel 1993, ma è quello descritto da una nota della Stm del 27 dicembre 2010. Terzo, mi chiedo se ciò che viene uniformato al piano regolatore del 1975 sia applicabile oggi in una situazione molto diversa e complessa”.
I DUE PIANI DI RICOSTRUZIONE
Il vice presidente ha voluto sottolineare la differenza tra i piani di ricostruzione post-bellici e quelli post-sisma.
“Sono due cose diverse, forse Iacovone non se n’è accorto”, ha detto De Matteis facendo riferimento a una recente intervista sul Messaggero.
I piani per la ricostruzione degli abitati danneggiati dalla guerra, regolati dal decreto legislativo luogotenenziale 154 del 1° marzo 1945 e dalla legge 1402 del 27 ottobre 1951 sono stati infatti aboliti dalla legge 317 del 12 agosto 1993.
Tutt’altra normativa regola i piani di ricostruzione post-sisma. De Matteis ha proposto una “nota di strategia” della Struttura tecnica di missione (Stm) che cita l’articolo 14, comma 5-bis. della legge 77/2009.
FONTANA VS IACOVONE
“Nei prossimi giorni chiamerò il coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, e Daniele Iacovone, (l’architetto indicato dal primo cittadino del capoluogo per redigere il piano di ricostruzione, ndr) e li farò sedere insieme per avviare una collaborazione”.
Questo l’annuncio di De Matteis, che non ha risparmiato una frecciata al sindaco Cialente: “Non lo ha fatto lui da novembre, mi permetterò di farlo io. Oggi pomeriggio chiamerò entrambi, la settimana prossima spero di farli incontrare”.
LA COMMISSIONE
Entrerà invece nel vivo dopo le elezioni amministrative l’attività della commissione regionale sulla ricostruzione, con l’avvio delle audizioni dell’organismo presieduto dal consigliere regionale Pdl Emilio Iampieri.
Sul calendario di questi incontri, l’esponente Mpa ha spiegato che “il Comune sarà attore principale, e i primi convocati saranno il sindaco, gli assessori competenti e lo stesso Iacovone”.
ENTRA LA REGIONE?
De Matteis in conclusione ha anche accennato a un possibile intervento della Regione Abruzzo, che potrebbe fare capolino nella ricostruzione.
“La Regione può intervenire con elementi aggiuntivi – ha detto – per favorire la ricostruzione. Vedremo”.



