L’AQUILA – L’europarlamentare dell’Italia dei Valori e presidente della commissione Bilanci, Luigi De Magistris, fresco candidato alla carica di sindaco di Napoli con una lista civica, è intervenuto all’Aquila ieri sera all’Hotel Canadian per discutere della situazione post-terremoto insieme a esponenti politici e rappresentanti delle associazioni cittadine.
L’ex magistrato napoletano è tornato nuovamente nel capoluogo abruzzese per una sorta di “controllo” legato in particolare ai fondi europei per la ricostruzione, su cui intendono mettere le mani le organizzazioni camorristiche e mafiose e sul cui stato è quasi pronto un documento dettagliato che proprio De Magistris porterà all’attenzione di Bruxelles e Strasburgo.
“I soldi pubblici – ha spiegato – sono oggi la principale occasione di infiltrazione di cricche e mafie per entrare nella politica e nelle istituzioni”.
“Bisogna spezzare all’Aquila come altrove – ha quindi aggiunto – il legame tra gestione del denaro pubblico e criminalità organizzata. A breve verrà depositata la relazione sull’utilizzo dei fondi spesi, che devono essere usati solo ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini”.
De Magistris si è anche soffermato sul caso del senatore e coordinatore regionale Pdl, Filippo Piccone, in questi giorni tirato in ballo nell’ambito di due inchieste della procura distrettuale antimafia di Napoli sulle infilitazioni camorristiche nella ricostruzione.
“La novità – ha commentato – ci sarà quanto queste notizie non usciranno più e noi saremo molto contenti. Io vengo da una regione, la Campania, dove il coordinatore regionale del Pdl, l’ex sottosegretario Nicola Cosentino, viene indicato dalla magistratura inquirente, con un’ordinanza di custodia cautelare confermata in Cassazione, come referente politico della più potente organizzazione camorristica, quella dei Casalesi. Lo stesso clan che investe e ricicla anche in Abruzzo. Il tema del malaffare unisce l’Italia, è bene che la cittadinanza si ribelli a questo e che la politica faccia da argine alle infiltrazioni della Camorra e della criminalità organizzata”.
Malaffare, business delle calamità naturali, L’Aquila usata come “laboratorio”. Di carne al fuoco ce n’è, specie in un cantiere figlio dell’emergenza post-sisma all’interno del quale è meno complesso sfuggire alle regole.
“Il tema è sempre quello – è il pensiero di De Magistris – e nelle scorse settimane abbiamo assistito alla costruzione della Protezione civile Connection, attraverso Guido Bertolaso; inoltre, si è potuto comprendere qual era il sistema che alcuni personaggi apicali della Protezione civile stavano realizzando”.
“L’Aquila in questo senso è stata usata come laboratorio dello stato d’eccezione ed è venuto alla luce un sistema in deroga alle regole democratiche per non applicare le normative in materia di appalti. C’era gente che la notte del terremoto rideva mentre qui da voi si moriva. In pratica, si utilizzano le calamità naturali per fare affari”.
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