L’AQUILA – Al Salone internazionale dell’edilizia (Siae) di Bologna va in scena il gran ballo della ricostruzione.
Il commissario delegato, Gianni Chiodi, snocciola cifre miliardarie, ricordando tutto quello che è stato fatto ma parlando poco, anzi, per niente, di quello che c’è ancora da fare.
Manca la prospettiva, manca il “disegno” di quella che sarà la città futura, in una tavolozza di cifre che non aiuta l’intricato cammino che il “cratere” ha ancora davanti a sé.
Non si parla dei problemi degli “ultimi”, quelli senza casa e senza lavoro, non si fa un’analisi complessiva delle tantissime cose rimaste sospese.
Una relazione trionfalistica che non serve all’Aquila e, soprattutto, non serve a correggere l’immagine che il resto dell’Italia ha dell’Aquila: quella di un posto dove tutto funziona.
Non è così e Chiodi e le altre istituzioni della ricostruzione sono i primi a saperlo bene. (red)
“Mille palazzi e chiese nel centro storico messi in sicurezza, 17 mila cantieri avviati in tutto il cratere, 50 mila cittadini rientrati all’Aquila, 23 mila studenti iscritti all’università e un piano straordinario per la messa in sicurezza delle che non ha eguali”.
Sono i dati che il commissario per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha esposto al Salone internazionale dell’edilizia (Saie) nel Convegno “Scuole d’Abruzzo – il futuro in sicurezza, Focus sulla ricostruzione dopo il sisma del 6 aprile 2009”.
“Abbiamo ancora un miliardo e 631 milioni di euro disponibili in cassa – ha detto – con i 14 miliardi che il Governo ha stanziato per la ricostruzione e che devono solo essere spesi”, ha snocciolato.
Chiodi ha confermato che da febbraio 2010 sono stati stanziati 3,198 miliardi di euro e ne sono stati spesi, ad oggi, 1,885 miliardi, mentre in cassa ce ne sono disponibili 1,631″.
La somma del miliardo e 631 mila euro si aggiunge ai 221 milioni di euro per la messa in sicurezza degli edifici scolastici che coinvolge 213 scuole e 102 comuni. Chiodi ha poi parlato dell’iniziativa del Salone Internazionale dell’edilizia.
“Per quello che è stato soprannominato il ‘cantiere più grande d’Europa’ – ha affermato – il Saie è un passaggio obbligato per parlare di ricostruzione e l’interesse dimostrato dai visitatori me lo conferma”.
Nei quattro giorni di incontri, dibattiti e mostre incentrati su tecniche innovative e integrate dell’edilizia la Regione Abruzzo si è presentata con uno spazio espositivo di 120 metri quadrati per raccontare il terremoto del 6 aprile 2009 dalla prima fase di emergenza ai piani di ricostruzione.
Nel meeting conclusivo l’Abruzzo ha parlato prima di tutto di sicurezza sismica con il Piano di interventi nelle istituti scolastico.
“La sicurezza è diventato un obiettivo primario nella nostra Regione – ha detto il commissario – tanto da spingerci a mettere in campo un piano straordinario, unico al mondo, come è stato definito, sia per la mole degli investimenti garantiti dal Governo che per gli edifici interessati”.
“Se il terremoto fosse avvenuto di giorno – è tornato a ricordare Chiodi – la tragedia sarebbe stata immane per il numero di giovanissimi che erano sui banchi di scuole. Per questo prima di tutto gli edifici scolastici, prima di tutto i nostri figli”.
A parlare di ricostruzione inoltre il commissario per la tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti.
“Sul territorio colpito dal sisma – ha sostenuto – è stata a oggi messa in sicurezza la quasi totalità dei beni culturali, sia riguardo l’edilizia ecclesiale che civile. Ora si sta lavorando sulla definizione del meccanismo di danno, per portare avanti interventi di carattere definitivo, non generici ma calibrati e atti a opporsi al danno specifico”.
Al convegno hanno partecipato inoltre Giovanna Boda, girettore generale Ufficio scolastico regionale; Enrico Miccadei (Digat – dipartimento di Geotecnologie per l’Ambiente e il territorio – Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti – Pescara); Anna Maria Monti (presidente Unicef comitato regionale d’Abruzzo); Antonio Morgante (responsabile segreteria del Commissario delegato per la ricostruzione) e Fabrizio Mezzalana (Fish – Federazione Italiana per il superamento dell’handicap).
”L’ITALIA SARA’ FIERA DELLA RICOSTRUZIONE”
“L’Italia andrà fiera della ricostruzione dell’Aquila”, ha assicurato il commissario.
Chiodi ha affermato che il governo “c’è e sostiene la ricostruzione, semmai siamo un po’ in ritardo sulla pianificazione e sui piani di ricostruzione. A Gemona del Friuli, dopo il terremoto del 1976, i cantieri nel centro storico furono aperti dopo quattro anni, ma nel frattempo tutto era stato progettato nel dettaglio”.
“I Comuni – ha spiegato Chiodi – devono elaborare dei piani di ricostruzione dei centri storici che il governo riconosce con un contributo maggiore: piani che tengano conto non solo degli aspetti archiettonici e urbanistici, ma anche di quelli socio-economici”.
Il discorso vale quindi anche per il centro storico dell’Aquila. “È una città in movimento – ha detto – basti pensare che dei 75 mila residenti del 2009 se ne sono andati solamente 700. All’Aquila si era diffusa l’idea che tutto sarebbe potuto essere fatto nel giro di qualche giorno. Noi abbiamo chiesto che fosse la comunità a scegliere e decidere come ricostruire, quindi ci vorrà tempo. E saranno importanti anche i controlli, per impedire che ci siano situazioni di illegalità”.
Il Governo ha messo a disposizione i fondi, ma i soggetti attuatori sono gli enti locali. E per i Comuni operazioni di questo tipo sono estremamente complesse”, ha ammesso.
”LA RESTITUZIONE DELLE TASSE CONGELATE SARA’ PARZIALE”
Come già avvenuto per altri terremoti, come quello delle Marche e dell’Umbria, anche per l’Abruzzo sarà previsto il pagamento solo parziale delle tasse che vennero “congelate” all’indomani del terremoto per i cittadini delle zone colpite.
“È già stata individuata una copertura economica che non prevede il ricorso alla tassa di scopo – ha detto Chiodi – e la ‘restituzione’ di meno della metà di quanto è stato sospeso sarà un aiuto fortissimo”.
“Se la Ue ci concederà poi l’istituzione della zona franca, l’Aquila diventerà ancora più attrattiva”, ha concluso.



