L’AQUILA – “Quanto affermato dalla signora Grassle a Bruxelles non ha senso ed è anche crudele, perché detto in faccia a una comunità che ancora soffre per una mancata ricostruzione post-sisma”.

L’economista Giulio Sapelli non ci sta e critica ancora una volta l’impianto economico che guida l’Unione Europea, all’indomani della frase della  l’europarlamentare tedesca Ingeborg Grassle, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo Ppe, al termine dell’audizione che ha presieduto a Bruxelles sulla ricostruzione dell’Aquila.

“La ricostruzione dell’Aquila – il ‘me ne frego’ della Grassle – è un compito nazionale dell’Italia. Non esiste un diritto alla ricostruzione a livello europeo. Il problema è grave ma lo dovete risolvere voi”, frase che stride tremendamente con il limite debito del 3 per cento deficit/pil imposto proprio dall’Unione Europea, limite che di fatto blocca qualsiasi iniziativa di erogazione di fondi per la ricostruzione.

“Sono solo sciocchezze – sentenzia Sapelli – l’economia dell’Unione Europea non ha alcuna base scientifica, parlano di cifre e di calcoli fatti a casaccio da personaggi incompetenti. Del pensiero unico sull’Euro e sui limiti di spesa non se ne può più. Si ricominci a spendere e a investire, solo così si potrà ricostruire un territorio martoriato come quello dell’Abruzzo post-sisma”.

“Il limite del 3 per cento va modificato subito – conclude l’economista torinese – anche perché non c’è un fondo logico, matematico, è una corbelleria economica che sta distruggendo l’Europa e, quindi, anche L’Aquila”. (r.s.)