L’AQUILA – La sezione controllo della Corte dei conti abruzzese ha bocciato il decreto 48 del commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, finalizzato all’istituzione di una banca dati presso il Comune dell’Aquila.

Si tratta del primo provvedimento adottato dalla magistratura contabile abruzzese dal febbraio scorso, dopo l’entrata in vigore della legge 10/11 che ha convertito il decreto legge 225 del dicembre 2010, secondo cui  sono sottoposti a controllo preventivo della Corte dei conti “i provvedimenti – recita la norma –  commissariali adottati in attuazione delle ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri emanate ai sensi dell’articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, numero 225”.
Se nel caso del decreto 48 il visto della Corte dei conti la sezione si è pronunciata positivamente, ammettendolo, in relazione al decreto 51, che detta le regole in materie di rifiuti; in quest’ultimo caso è stato stralciato una articolo del decreto senza che, però, venisse annullato l’intero corpo del provvedimento.
“La grave situazione in cui versano attualmente i Comuni del cratere rende particolarmente vigile questa sezione – spiega il presidente Maurizio Tocca – (organo istituzionalmente deputato al controllo), la quale, sebbene non voglia ovviamente essere in alcun modo d’intralcio, non può comunque non esigere che l’attività di ricostruzione in corso si realizzi nel pieno rispetto delle procedure e della legalità, in raccordo con tutti gli organi a ciò deputati”.
I magistrati, nel negare il visto al decreto, hanno ritenuto, in virtù della logica emergenziale riaffermata dalla proroga dello stato di emergenza fino a fine 2011, che i poteri dati al commissario per la ricostruzione possono essere trasferiti solamente ai soggetti monocratici, ovvero ai sindaci, e non agli organi di cui sono composti gli enti (ovvero Giunta, segreteria, consiglio comunale e così via).
Secondo quanto disposto nel decreto 48 era il Comune dell’Aquila a dover essere investito dell’onere per la realizzazione dell’archivio informatico, in collaborazione con la struttura per la gestione dell’emergenza e la struttura tecnica di missione; la sezione controllo della Corte ha invece stabilito che era il sindaco a dover essere incaricato di questo compito.
Come ha ricordato il magistrato consigliere della sezione, Andrea Baldanza, “Il lavoro della corte si è svolto in sette giorni. Anche se il visto è stato negato il provvedimento, corretto e sanato dai rilievi che sono stati sollevati, potrà essere riproposto dal commissario per la ricostruzione. Occorre ricordare che un provvedimento, senza il visto, è come se non esistesse”.
In un documento, letto dallo stesso Baldanza, viene sottolineato come “I nuovi poteri ampliano le possibilità della Corte dei conti di esaminare i provvedimenti ancor prima che gli stessi divengano efficaci, garantendo il rispetto dei principi e delle norme poste a tutela della finanza pubblica. L’auspicio della Sezione regionale è che tutti gli apparati coinvolti interpretino il nuovo assetto ordina mentale come uno strumento per ampliare le garanzie nei confronti di tutti i cittadini riguardo al corretto impiego delle risorse per al ricostruzione dell’Aquila. Emergenza e legalità devono comunque accompagnarsi”. (g.a.)