L’AQUILA – “Non leggere il fatto che tutto è fermo – continua nel suo sfogo il sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente, che nei mesi sorsi si era dimesso anche da vice commissario per la ricostruzione in dissenso con la politica del governo – vuol dire non rendersi conto di questa tragedia, che è un problema nazionale. Siamo in mano a dilettanti oppure c’è un altro disegno?”.

“Comincio a temere – spiega il sindaco, chiarendo i suoi timori – che ci sia qualcuno che vuole stoppare l’indennizzo a favore del contributo, cioè piani di ricostruzione da 70-80 milioni di euro. Come si sta facendo alla prefettura all’insaputa del Comune dell’Aquila. È una grande questione nazionale, altro che cricche”.

Cialente sottolinea di avere “questa sensazione, d’altra parte sono l’unico che c’è da sempre, non sono commissario, non sono più il vice, ogni volta che segnalo un problema, vengo aggredito, ho subito attacchi da giornali del Governo. Che cosa c’è dietro? Devo rispondere agli italiani, non solo agli aquilani, per questo pongo domande al governo”.

Il primo cittadino spiega anche che della questione riferirà anche in Consiglio comunale, “che deve stare attento”.

“Ci sono stranezze – continua Cialente – Partono progetti pilota e non si sa qual è il prezziario. L’ho già detto quando mi dimisi da vice commissario. Voglio che le cose strane le sappiano gli aquilani ma anche gli italiani visto che la ricostruzione viene finanziata anche con i loro sacrifici”.

“I ritardi – sostiene – non sono addebitabili a imperizia del commissario che ha molte cose da fare. Perche’ nessuno si interroga sulle cause per cui è tutto fermo?. Che sta succedendo, perché nessuno si pone questo problema? Al sottosegretario Letta voglio dire queste cose ed avere risposte”.