L’AQUILA – “Il decreto con 1 miliardo di euro per la ricostruzione dell’Aquila sarà uno dei primi provvedimenti del nuovo governo Letta”.
Lo annuncia il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, parlando degli scenari futuri dopo un primo decreto, quello di oggi, che sblocca 545 milioni dei 2,2 complessivi del Cipe.
Per il primo cittadino “è una prima vittoria centrata dalla nostra manifestazione a Roma, che non è una pagliacciata come dice il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis”.
Cialente spiega che “il decreto che pone L’Aquila tra le grandi emergenze nazionali, come gli esodati e la cassa integrazione, un provvedimento da 8 miliardi, è già pronto. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – prosegue – lo aveva visto e concordato, ma ha deciso di non firmarlo perché, dato che si tratta di un decreto di spesa a differenza di quello di oggi, era giusto, dopo la sua rielezione e l’incarico a Enrico Letta, che lo facesse il nuovo governo”.
Dopo il primo miliardo per il 2013, i successivi 9 per i restanti 9 anni dovrebbero essere messi in programmazione “attraverso la legge di stabilità con il meccanismo della Cassa depositi e prestiti”: un mutuo contratto dallo Stato per avere le somme spendibili senza gravare per l’intero importo sull’erario ma solo attraverso una rata per la restituzione.
Quanto al provvedimento di oggi, per Cialente va considerato una vittoria perché “vengono svincolati fondi che dovevano arrivare nel 2014. Il governo ha capito che ci servono soldi e ci ha fatto questa anticipazione. Di quei 545 milioni – conclude Cialente – 300 milioni, il 63%, saranno per il Comune, e questo permetterà di far partire tutti i 621 milioni delle case classificate ‘E’ della periferia e del centro storico”. (b.s.)
IL PUNTO: DISPONIBILI 1,055 MILIARDI ASPETTANDO LETTA
Sono 1 miliardo e 55 milioni i fondi attualmente disponibili per la ricostruzione dell’Aquila, tutti provenienti dall’originale stanziamento di 2,2 miliardi del Cipe.
È quanto emerge al termine di questa giornata convulsa, con l’ultimo Consiglio dei ministri del governo Monti che ha stilato un decreto “da cui non derivano maggiori oneri per le finanze dello Stato”, quindi senza nuovi fondi stanziati.
Il plafond dell’Aquila è composto da 510 milioni sbloccati ad aprile dal ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, e da altri 545 milioni fatti svincolare oggi, attraverso la Ragioneria dello Stato, dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, “inviato speciale” del premier Monti nel cratere sismico.
Discorso diverso è l’impegno di spesa di 10 miliardi, uno all’anno per 10 anni, cui si è fatto riferimento dopo la missione a Roma del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha parlato con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.
Un pesante indebitamento che lo stesso Barca e gli esponenti politici abruzzesi non hanno potuto far altro che demandare all’esecutivo che verrà di Enrico Letta.



