L’AQUILA – “Delineare una ‘diagnosi precisa’ e poter individuare una ‘terapia idonea’”: per una volta torna a fare il medico (è pneumologo) il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, stavolta intenzionato a… curare la ricostruzione.
Lo spunto per snocciolare alcune priorità sul momento attuale è data dalla partecipazione di ieri del commissario Gianni Chiodi alla trasmissione Mediaset Mattino Cinque.
Cialente spiega di voler dire la sua “senza alcuna polemica” e individua almeno tre aspetti importanti.
L’assurdità di fondi che ci sono e non si possono spendere, mentre alcune imprese rischiano la chiusura; l’esigenza di una contabilità speciale, una corsia finanziaria preferenziale economica per il capoluogo; infine, la denuncia (rinnovata) di un grave problema di governance nella gestione della ricostruzione.
”I FONDI CI SONO MA LE AZIENDE RISCHIANO”
È “assurdo e immorale che all’Aquila siano arrivati i primi fondi per la ricostruzione delle abitazioni, degli edifici pubblici, degli alloggi popolari e dei sottoservizi, ma che non siamo in grado di poterli spendere, mentre, nel frattempo, le imprese che stanno ultimando i lavori di riparazione sugli edifici classificati ‘B’ e ‘C’, quelli meno danneggiati, sono costretti a licenziare gli operai per mancanza di committenze”.
L’accusa arriva dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che l’ha esternata in un vertice con il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il vice commissario Antonio Cicchetti.
“Nel corso della riunione – ha dichiarato ancora Cialente – ho inoltre elencato tutte le criticità che tuttora si registrano e che impediscono ai tecnici incaricati, e quindi ai cittadini, di presentare i progetti per la cosiddetta ricostruzione pesante, quella cioè relativa agli edifici classificati ‘E’”.
“Mi riferisco, in particolare – ha spiegato il sindaco – al prezzario per la ricostruzione che, dal giorno della sua tardiva pubblicazione, il 24 settembre, è subito apparso uno strumento incompleto e insufficiente, nonché al fatto che ancora non vengono fissate le regole a tutela dei cittadini e delle imprese, per poter applicare in maniera legale, trasparente, efficace ed efficiente il meccanismo degli indennizzi per la ricostruzione delle abitazioni private”.
”CI VUOLE UNA CONTABILITA’ SPECIALE PER L’AQUILA”
L’AQUILA – “Ho chiesto al commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi di poter disporre, come sindaco dell’Aquila, di una contabilità speciale, vale a dire vere e proprie anticipazioni di cassa, per far fronte ai costi dell’emergenza”.
Lo annuncia il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, ricordando che “non sarebbe una novità, poiché questo meccanismo, finché ci sono stati i fondi, veniva applicato dalla stessa Protezione civile”.
“Dico questo – spiega il primo cittadino – perché sono stanco di vedere imputate ai dirigenti e ai funzionari del Comune dell’Aquila responsabilità che non sono nostre rispetto ai ritardi per il pagamento del contributo di autonoma sistemazione, delle opere provvisionali di messa in sicurezza, per gli indennizzi alle attività produttive, per le spese relative ai traslochi, per la perdita di beni mobili e così via”.
Quanto alle opere provvisionali, “posso annunciare che, finalmente – conclude Cialente – la prossima settimana spero di poter ricevere le somme necessarie per pagarle, nella speranza di essere ancora in tempo a salvare le imprese che, a causa dei ritardi nei pagamenti, stanno rischiando il fallimento”.
”CI SONO GRAVI PROBLEMI DI GOVERNANCE”
L’AQUILA – “C’è un problema grave della governance nella fase di ricostruzione”. Lo afferma il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ribadisce “la necessità di tornare a lavorare insieme, riconoscendo il ruolo centrale degli Enti locali nei processi di ricostruzione, sul modello del Friuli”.
“Condivido pienamente – ha affermato Cialente – le dichiarazioni dei colleghi sindaci dei piccoli Comuni sulle enormi difficoltà che si incontrano per pianificare le riperimetrazioni dei centri storici e per elaborare i piani di ricostruzione”.
“Se li può consolare – ha aggiunto – posso ricordare loro che il Comune dell’Aquila, che sta applicando rigorosamente la tempistica prevista dai decreti firmati dal commissario Chiodi e predisposti dalla Struttura tecnica di missione, incontra enormi problemi proprio per l’assenza di certezze normative da offrire ai progettisti e perché ancora non si affronta il problema della rete dei sottoservizi”.



