L’AQUILA – “Oggi diremo tutto”, aveva esordito così Fabrizio Barca, ministro della Coesione territoriale e inviato speciale del governo Monti per la ricostruzione, all’Aquila per “parlare alla città” sotto il tendone di piazza Duomo.
E invece sono arrivati ancora una volta solo annunci e rinvii. Il ministro ha letto un’articolata relazione, annunciando qualche spunto, tra cui alcune idee interessanti sulle seconde case, la governance e altri punti caldi. Ma di concreto c’era anche stavolta poco, essendo tutto rinviato a nuovi testi normativi “che scriveremo di qui a 20 giorni”.
Con Barca il primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, e il commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, che nel suo ruolo pare avere più o meno i giorni contati, come ha rivelato il sindaco: “Credo che dal 30 giugno andrà via”.
Ma il ministro non sembra avere tutta questa fretta: ha parlato di transizione entro la pausa estiva ma “i tempi potranno subire una graduazione affinché sia ordinata”.
Tra gli altri cenni di Barca, in primis la possibilità di rimodulare gli indennizzi per le seconde case, anche se non ha spiegato come intende farlo. Poi, la cessazione di strutture e incarichi assegnati durante la fase commissariale una volta che il commissario sarà andato via, quindi si rafforza l’ipotesi di smantellamento del neonato Ufficio di coordinamento della ricostruzione (Ucr).
Ancora, l’assegnazione di molti incarichi ai Comuni con la creazione, però, di una Commissione pareri permanente.
Duro Cialente su questo punto: “Non facciamo rientrare dalla finestra quello che gli aquilani, con il voto, hanno cacciato dalla porta. La campagna elettorale è stata tutta sulla governance, sulla Struttura tecnica di missione, sul mio amico Gaetano Fontana, la città ha detto una cosa e il governo ne deve prendere atto”.
Ma la replica del ministro è stata altrettanto decisa: indicando il sindaco ha detto che Cialente “ha voluto evocare il fantasma del proseguimento ma governance ‘rinnovata’ vuol dire rinnovata. La Regione è la Regione – ha ribadito – e ha funzioni ben precise su programmazioni e fondi strutturali. La Regione è in quella partita ed è bene che ci sia una riflessione altrimenti aumenterà la distanza con questo territorio”.
Inoltre, la valutazione sulle risorse aggiuntive per la ricostruzione prima dell’autunno e la stabilizzazione di alcune risorse umane, da capire però quali e con quali fondi.
Nelle relazioni tecniche di cui si è parlato prima che Barca prendesse la parola, lanciata l’idea di due nuovi manager per la ricostruzione, uno per il centro e uno per le frazioni dell’Aquila, ipotesi contenuta nella relazione interna di 30 pagine compilata da tre saggi per il ministro
All’incontro hanno preso parte circa 100 persone, tra il pubblico molti consiglieri comunali attuali e passati dell’Aquila, alcuni esponenti sindacali e delle categorie nonché del mondo produttivo, e anche esponenti dei comitati cittadini nati dopo il sisma, o di quel che ne resta.
Pubblico sostanzialmente silenzioso e attento anche se volano mormorii e fischi quando il tono della discussione si faceva troppo astratto e si allontanava dall’agognata concretezza. A moderare l’ex direttore del quotidiano Il Tempo e attuale responsabile della comunicazione di Expo 2015, Roberto Arditti, in alcuni casi accusato di interrompere sul più bello gli interventi.
In platea due ex sindaci del capoluogo, Antonio Centi, autore di un intevento applaudito critico contro la Regione Abruzzo, ed Enzo Lombardi.
Molto articolato l’intervento del ministro Barca, di cui AbruzzoWeb offre il testo completo.
Seguono i punti salienti annotati da chi scrive durante l’evento.
”LE NUOVE REGOLE DEL GIOCO”
In questa sede è mia intenzione rispondere alle domande che mi erano state poste. Quali sono le intenzioni del governo sulle nuove regole del gioco? Non deve esistere dopo tre anni uno stato di emergenza per una calamità naturale.
Oggi parliamo del ritorno all’ordinario. Ben chiari gli obiettivi, che andranno scritti nella norma per la ricostruzione. Primo, garantire il rientro in tempi noti dei residenti in tutti i Comuni nelle proprie abitazioni.
A Foligno e Fabriano si sta ricostruendo adesso. Nei primi tre anni non succede mai nulla nei centri storici, poi sette-otto anni di ricostruzione intensissima, l’Irpinia ci ha messo vent’anni che sono inammissibili.
I tempi possono essere lunghi ma devono essere certi per programmare la propria vita. Secondo obiettivo, attrattività dei territori. Per il centro riapertura istituzionale, residenzialità per 20 mila studenti, aggregazione culturale.
”CESSERANNO INCARICHI E STRUTTURE DELL’EMERGENZA”
Cessazione di ogni altra struttura o incarico assegnati durante la straordinarietà. E questo risponde, per essere chiari, alle domande che mi sono state poste (tra cui quella sull’Ucr, ndr).
Perché siamo qua? Le idee riflettono diversi punti di vista tra i quali alcuni profili del disegno di legge d’iniziativa popolare e di quello in discussione alla Camera. Proprio qua in una forma insolita definita erroneamente populista.
Queste sono decisioni difficili e nessuno può proclamare di sapere come si fa. Solo con un confronto pubblico in nome della ragionevolezza si faranno scelte migliori.
Tutte le carte sono sul web, ma se non fossimo qua a confrontarci ci sarebbero sussurri e notizie infondate. E poi questo è il metodo partenariale della parte migliore dell’Europa.
Le norme arriveranno già prima della pausa estiva. I tempi potranno subire una graduazione per assicurare una ordinata transizione.
”RIMODULARE INDENNIZZI SULLE SECONDE CASE”
Valutiamo la possibilità di rimodulazione degli indennizzi, in particolare sulle seconde case.
Notare le parole… Valutare, intenzione… Non abbiamo una norma scritta, ma sono i principi con cui ci confrontiamo.
La cessazione di molte strutture non metterà in discussione la responsabilità che il governo continuerà a svolgere. La novità c’è e sta nel ruolo centrale degli enti locali e in particolare dei Comuni.
Il Comune dell’Aquila deve svolgere le funzioni che gli sono proprie, urbanistiche, assistenza, C.a.s.e. e Map. All’interno del Comune potrebbe operare un ufficio per la ricostruzione con compiti di verifica economica e tecnica e che avrebbe anche compiti di controllo sui cantieri. Simile la situazione per gli altri Comuni.
Alla Regione finiremo per attribuire molto di meno di tutti gli altri terremoti, perché così è stato dall’inizio. Però dovrà svolgere alcuni funzioni.
”LE GOVERNANCE SONO COMPLESSE”
Andassi a Gemona, Fabriano o a Foligno mi sono fatto dare le mappe descrittive della governance e a vederle viene il mal di pancia. Le governance sono complesse, leviamoci dalla testa l’idea della semplificazione che non sta in piedi (ma il presidente provinciale dell’Ance, Gianni Frattale, ha mostrato al ministro un maxi grafico della governance, “anche la nostra è complessa!”, ndr).
Le decisioni democratiche richiedono molti livelli di governo, la semplicità è che siano rapide e che se ci si scrive tra uffici non passino 20 giorni per una risposta.
Istituiremo una commissione pareri permanente con rappresentanti degli enti tutti insieme aperta anche alle associazioni e al partenariato economico e sociale.
I coordinatori degli uffici di ricostruzione devono essere selezionati tramite evidenza pubblica.
Quanto alle risorse umane, il risparmio è possibile ora che ridisegniamo la governance, altrimenti l’avremo disegnata male. E’ evidente che dovremo avere meno persone.
Sulle risorse economiche, alle soglie dell’autunno sapremo quante e quali risorse addizionali sono necessarie e come renderle disponibili.
”NON SARO’ CANDIDATO, FIRMATO IL DE MINIMIS”
“Io candidato? Assolutamente no”.
Liquidata, invece, una possibile candidatura di Barca alle Politiche del prossimo anno in un collegio aquilano di cui si era vociferato.
Quanto all’attesa firma sui 90 milioni del ‘de minimis’, finalmente ci siamo.
Dopo aver detto due giorni fa che stava per firmare, Barca ha reso noto che il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera ha firmato il decreto che dà il via libera agli aiuti di Stato per le imprese del “cratere”, 200 mila euro di sgravi fiscali in tre esercizi finanziari, quindi in tre anni.
“Il decreto è stato firmato” ha confermato il ministro.
“Abbiamo una data? Credo dal 30 giugno”. Così alla vigilia dell’incontro il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha annunciato la fine del mandato da commissario di Gianni Chiodi, che lo aveva assunto il 1° febbraio 2010 da Guido Bertolaso.
Cialente ha anche annunciato il disvelamento dell’attesa relazione interna di 30 pagine dei tecnici della squadra di Barca sul piano di ricostruzione da 6 miliardi di euro approvato dall’amministrazione per il capoluogo e le 49 frazioni.
“Dopo tre anni di emergenza con la gestione commissariale – ha detto Chiodi – la ricostruzione è sufficientemente avviata in termini di normative e procedure per poter costruire un percorso più lungo ma attraverso un sistema ordinario. Non dimentichiamo che per un anno e mezzo abbiamo gestito l’emergenza come mani in passato si era trovato un Paese”.
Chiodi ha poi indicato due solleciti che ha ricevuto entrando nel tendone. “In primis i pagamenti alle imprese – ha detto – perché gli imprenditori hanno sofferto e soffrono tuttora. Per fare i pagamenti è necessario che ci sia un sistema corretto di rendicontazione, devo dirlo perché altrimenti sembra che ci sia tutta una responsabilità. Questa mattina ho firmato un’anticipazione per 14 milioni di euro, il 70 per cento, a fronte di rendicontazioni che il governo ancora non ha perché devono essere prodotte”.
“Altra sollecitazione – ha aggiunto – le forze di polizia aggregate a quelle aquilane per le esigenze di controllo del territorio e dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata”.
Chiodi ha rivendicato che “qui in tre anni si è fatto quello che altrove non si è fatto. Si è salvata la comunità e ora possono aprire cantieri in centro storico tre anni dopo l’evento, in Friuli dopo quattro. Le cose stanno per volgere al meglio. Per quanto mi riguarda sono il presidente della Regione Abruzzo, garante di tutti gli abruzzesi e anche della ricostruzione dell’Aquila”.
Applausi e qualche accenno di fischi in confusione.
LA RELAZIONE SUL PIANO DI RICOSTRUZIONE: ”DUE NUOVI MANAGER”
Un manager per il centro storico dell’Aquila, un secondo per le 49 frazioni e un concorso internazionale di architettura per le aree pubbliche del cuore della città.
Queste le proposte dei tre saggi che hanno valutato per Barca il piano di ricostruzione del capoluogo nella nota relazione interna di 30 pagine che è stata tema di forti polemiche nella campagna elettorale di maggio.
A illustrarle nel tendone di piazza Duomo è stato l’urbanista Federico Oliva, uno dei tre saggi.
Oliva ha anche avvalorato la tesi storica del Comune sugli interventi diretti, immediati, nelle parti di centro in cui il piano di ricostruzione coincide con il piano regolatore generale.
“Nei casi di difformità ci vorrà una legge regionale urbanistica che fissi i criteri di intervento”, ha precisato.
DOCUMENTI CORRELATI:






