L’AQUILA – Salirà “forse da 30 fino a 50 milioni di euro” la somma che il ministero dell’Economia concederà alla struttura commissariale per affrontare il pagamento delle spese dell’emergenza fino alla fine della proroga per i primi mesi del 2012.

Lo annuncia il commissario Gianni Chiodi, raggiunto al telefono da AbruzzoWeb di rientro dal lungo vertice romano in cui ha incontrato il premier, Mario Monti, anche se “considererò certa la proroga solo domani, quando sarà stata scritta”. Per lo stesso motivo, il governatore non parla di termini temporali. “Tre mesi? Forse qualcosina in più, aspettiamo”.

“Sono soddisfatto del tempo che mi ha riservato il presidente del Consiglio e anche dell’incontro allargato – premette Chiodi – Nel merito, però, sospendo il giudizio, in attesa che venga scritta la proroga. Ministero e Protezione civile hanno tutti i dati, più di 30 milioni secondo me possono darli”.

Quanto alle domande di Monti, Chiodi spiega che “il presidente si è meravigliato che ancora si paghi per contributo di autonoma sistemazione e alberghi, ma gli ho spiegato che quando sono entrato io tutto era il doppio e che il costo per l’emergenza si considerevolmente  ridotto rispetto al 1° febbraio 2010, quando mi sono insediato”.

Il commissario ha anche spiegato al primo ministro che “impropriamente si parla ancora di ‘personale per l’emergenza’: è pagato con quei capitoli di spesa ma è ormai funzionale ai processi di ricostruzione. I piccoli Comuni, ma anche il Comune dell’Aquila, senza non ce la farebbero”.

Di qui l’esigenza di riunificare la contabilità. “L’avevo chiesta da tempo – ricorda Chiodi – anche perché abbiamo i fondi per la ricostruzione ma per paradosso non riusciamo a pagare le persone che lavorano alla ricostruzione”.

Secondo Chiodi, “c’è paura che da queste parti si faccia clientelismo, ho detto ai tecnici del ministero venite voi a fare la spending review, ma hanno risposto che non possono controllare i controllori”.

Il che riporta a un tema caro a Chiodi, la riforma della struttura commissariale. “Non si pensi – avverte – che firmerò 2 miliardi di mandati di pagamento senza una super-struttura amministrativa per farlo. Monti ancora deve affrontare la questione, noi ridurremo tutto all’osso nei limite del possibile, non dell’impossibile: non si fanno le nozze con i fichi secchi, e io non farò l’avventuriero”.

Altra novità sulla ricostruzione, “farò elaborare un indice di efficienza dei comuni. Gli enti devono essere in grado di evadere le pratiche di contributi”.

Nel presentare il vertice a questo giornale, Chiodi aveva riassunto con una sola parola quello che chiedeva al governo, “determinazione”. L’ha trovata? “Ho trovato una situazione stridente – conclude – da un lato la volontà politica nostra, di fare tutto in modo più soddisfacente possibile per la popolazione e, dall’altro lato, il realismo di quelle che sono le scarse risorse disponibili in questa fase”. (alb.or.)