L’AQUILA – “Da noi all’Aquila la Corte dei conti per mettere una bolla impiega 3 mesi, così Francesco Scoppola non può ancora assumere con poteri di firma il ruolo di direttore regionale dei Beni culturali”.
È il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, a svelare uno dei motivi principali dell’impasse che ancora versa all’interno della direzione generale Mibac, paralizzata ormai dallo scorso 16 aprile, quando il direttore dell’ultimo triennio, Fabrizio Magani, ha lasciato il suo incarico.
Una situazione che ha messo in ginocchio il sistema delle imprese edili abruzzesi, ma non solo, che stanno lavorando agli appalti pubblici banditi dalla direzione per la ricostruzione post-sisma: senza nessuno seduto sulla poltrona più importante, i mandati di pagamento restano nei cassetti e le ditte, che hanno anticipato i soldi e devono pagare operai e fornitori, sono al collasso, tanto da aver anche preso d’assalto gli uffici per avere risposte.
Magani, in realtà, un successore ce l’ha, seppure debba dividersi tra la direzione regionale dell’Abruzzo ad interim e quella dell’Umbria, che occupa da anni: appunto Francesco Scoppola che, come confermato da lui stesso a questo giornale, è stato incaricato dal ministro Dario Franceschini.
La nomina, però, ha confermato il funzionario, non è operativa e, in soldoni, la sospirata firma sui pagamenti non può ancora arrivare. Tra le argomentazioni citate, appunto, il mancato placet della Corte dei conti che gli impedisce di entrare in carica.
Ulteriore elemento thrilling, il mandato di Scoppola è in scadenza il 30 novembre e c’è l’ipotesi che non possa, o non voglia, riuscire a fare nulla di concreto prima di quella deadline.



