L’AQUILA – La società Abruzzo Engineering ha vinto il primo round contro la Regione Abruzzo che nelle scorse settimane aveva pubblicato un bando di gara (numero 2010/S 170-260799) aprendo la procedura per l’affidamento di uno studio di fattibilità delle rete dei sottoservizi nel centro storico dell’Aquila.

Il Tribunale amministrativo dell’Aquila ha accolto il ricorso presentato dalla società Ae, sospendendo autoritariamente la procedura di gara.

Al riguardo,  il presidente di Abruzzo Engineering, Francesco Carli, ha dichiarato che ”l’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale, riconosce la natura giuridica in house di Abruzzo Engineering, conferma la titolarità di diritti speciali esclusivi assegnati dalla Regione Abruzzo in materia di ambiente, territorio, opere pubbliche, protezione civile e sistemi informativi, e decreta che l’affidamento diretto è conferme allo schema legale”.

Insomma la Regione Abruzzo avrebbe dovuto affidare la redazione  dello studio di fattibilità per le reti dei sottoservizi della città, come quelle per il gas, l’acqua o la fibra ottica per esempio, ancora inutilizzabili nel centro della città dell’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009, ad Abruzzo Engineering perché il pacchetto di maggioranza delle quote azionarie è detenuto al 60% dall’ente, mentre il 30% è detenuto dal socio privato Selex e il restante 10% dalla Provincia dell’Aquila. Una società a capitale misto ma, comunque, dichiarata “in house”  con dei “diritti speciali ed esclusivi”, sanciti dalla legge regionale

“Il provvedimento del Giudice Amministrativo, – aggiunge Carli – confermando i pareri dell’Avvocatura regionale allegati al ricorso e, prendendo atto della chiara indicazione della L.R. 34/2007, si sovrappone autorevolmente ad ogni diversa ipotesi formulata informalmente e immotivatamente in ambiente regionale, favorendo il necessario riavvio delle procedure di affidamento”.

Ineccepibile il ragionamento fatto sin qui dal presidente Carli. La Regione, però, dovrebbe chiarire perché e  a che titolo ha pubblicato un bando per la realizzazione di uno studio di fattibilità dei sottoservizi: trattandosi di ricostruzione la materia dovrebbe essere di competenza della Struttura tecnica di missione, guidata dall’architetto Gaetano Fontana e l’unico soggetto attuatore è sempre stato considerato il Provveditorato alle Opere pubbliche.

Nel caso in cui, invece, la Regione abbia specifiche competenze per alcuni compiti specifici sulla ricostruzione è quantomeno singolare che nel predisporre il bando non abbia tenuto conto della legge che le impone di affidare il lavoro ad Abruzzo Engineering, società che dà lavoro a circa duecento dipendenti e che è in crisi anche per una grave carenza di commesse.

Un vero pasticcio, in un momento delicato e su un argomento tanto importante, quello della riparazione dei sottoservizi, da sempre ritenuto propedeutico per l’avvio della ricostruzione pesante.

Il prossimo 17 novembre dovrà riunirsi l’assemblea dei soci di Ae dopo la fumata nera di ieri: in quell’occasione sarà necessario approvare il bilancio 2009 che ha fatto registrare una perdita di circa 19 milioni di euro.

Il presidente della Regione Gianni Chiodi, socio di maggioranza, incontrerà i Pm della procura dell’Aquila per discutere dello status “in house” di Abruzzo Engineering, ovvero della possibilità che la società possa ricevere incarichi direttamente dalla Regione. (g.a.)