L’AQUILA – Saranno solo 35 e non più 80 come previsto inizialmente i milioni di euro destinati alla riparazione delle case popolari dell’Aquila danneggiate dal terremoto, la cui ricostruzione a otto anni dal sisma è ancora clamorosamente al palo.

Lo fa sapere Franco Marulli dell’Assocasa Ugl, che ha partecipato all’incontro in Regione Abruzzo dedicato all’edilizia residenziale pubblica dell’Ater e del Comune.

“Questo significa ancora ritardi nella cantierabilità dei progetti – dice in una nota – Ci domandiamo come sia stato possibile che l’edilizia privata con soldi pubblici è andata avanti spedita, costruendo palazzoni al centro storico che rimangono vuoti e invece l’edilizia residenziale pubblica con soldi pubblici, a quasi 8 anni dal sisma sta al palo, lasciando centinaia di famiglie parcheggiate nelle case provvisorie del progetto C.a.s.e.”.

“La logica è quella di arricchire i ricchi e impoverire i poveri”, tuona Marulli, che annuncia che “su questa pagina cercheremo di fare chiarezza”.

“Sul fronte dell’edilizia di competenza comunale, si è affermato che per la ricostruzione i soldi ci sono – afferma Marulli -. Rimane l’incognita del complesso di San Gregorio. Qui i locatari hanno un’ordinanza di sgombero, ad oggi ancora non attuata. Anche alla luce della disponibilità economica, riteniamo urgente riposizionare la questione cercando soluzioni condivise che diano certezze sui tempi della riqualificazione del plesso con tutti gli adeguamenti che la legge prevede e ci faccaimo carico di chiedere un incontro urgente con il sindaco”.

Il tavolo, coordinato dal vice presidente della Regione Giovanni Lolli e dal consigliere del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, a cui hanno partecipato la dirigente del Comune dell’Aquila Enrica De Paulis, l’assessore comunale ai Lavori pubblici Maurizio Capri, il sindaco Massimo Cialente, l’amministratore unico dell’Ater e il direttore generale, Francesca Aloisi e Venanzio Gizzi, è stato aggiornato al mese prossimo.