L’AQUILA – Fondere l’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila e il dipartimento omologo del Comune capoluogo e creare un’unica entità, che abbia a capo un coordinatore di stampo spiccatamente tecnico.

Questa la proposta che, su sollecitazione di questo giornale, arriva dall’ordine degli architetti in merito al caso-Usra, rimasto senza guida dopo l’addio di Paolo Aielli, andato a dirigere l’istituto Poligrafico Zecca dello Stato.

A oggi per la sua successione è tutto in stand by, in attesa che Comune e governo trovino il nome del nuovo titolare della struttura, dopo le voci che volevano al timone l’ingegner Vittorio Fabrizi, direttore del dipartimento Ricostruzione.

Lo stesso interessato ha smentito, così come l’assessore alla Ricostruzione Piero Di Stefano, che però lo “ha messo a disposizione per superare dubbi e perplessità”, insomma imposto già all’opera in via ufficiosa.

Il punto è che le due cariche (titolare dell’Usra e coordinatore del dipartimento) sarebbero inconciliabili sia per le eccessive incombenze sia per l’incompatibilità della doppia carica.

Qui si inserisce la proposta degli architetti, attraverso il presidente dell’ordine della Provincia dell’Aquila, Gianlorenzo Conti, di un’unificazione della struttura comunale e quella governativa.

“Sarebbe la soluzione migliore – spiega ad AbruzzoWeb – in questo modo ci sarebbe un’unica procedura d’istruttoria e si potrebbe snellire l’intero processo. Da parte nostra ci sarebbe la massima disponibilità a organizzare la nuova struttura”.

Ai professionisti non dispiace affatto la prospettiva del dirigente comunale Fabrizi a capo dell’Usra o direttamente dell’eventuale nuova struttura.

“L’ingegner Fabrizi conosce bene il processo tecnico della ricostruzione – rincara Sandro Annibali, presidente della Federazione interregionale Abruzzo Molise degli architetti – a questo punto servono competenze non solo manageriali ma anche tecniche. Serve una figura che sappia quali sono le problematiche dei professionisti, con i quali interagire costantemente”.

Un dialogo evidentemente secondo i tecnici poco presente durante la direzione di Aielli, che seppure avesse creato “un pool di persone che lo supportassero e a cui ci si poteva rivolgere, risultava una figura un po’ troppo ‘in alto’ e alcune problematiche venivano poco affrontate”, spiega ancora Annibali.

Gli architetti rilevano anche altre criticità dell’Usra, che secondo loro non ha messo a segno gli obiettivi prefissati.

“A quanto mi risulta – insiste Conti – i progetti esecutivi parte seconda sono vicini allo zero e i cantieri aperti in centro storico sono solo quelli approvati dalla Soprintendenza. I dati riferiti da Aielli nella relazione saranno riferiti alle schede parametriche parte prima”.

Duro l’attacco del presidente dell’ordine, che rileva anche “un atteggiamento arrogante degli istruttori nei confronti dei professionisti, con condizionamenti nella progettazione strutturale, imposizioni su questioni non di loro pertinenza o con richieste di integrazioni chilometriche insensate o fuori luogo”.

A questo punto “è necessario trovare una soluzione e in fretta. A oggi dagli uffici ci dicono che è tutto fermo”, conclude.