L’AQUILA – Ieri è arrivata la conferma da Invitalia “che parte questa collaborazione stretta con la stessa agenzia che diventerà stazione appaltante, farà da facilitatore quindi renderà molto più fluido il percorso di finalizzazione di interventi sugli istituti scolastici”.
Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, parlando nel corso di una visita all’Aquila della situazione degli appalti per la ricostruzione delle scuole danneggiate dal sisma di 10 anni fa, sui quali si registrano sensibili ritardi. Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha chiesto maggiori attenzioni da parte del Governo nazionale.
Una decisione che ha fatto molto discutere e ha scatenato una serie di reazioni.
Già alla vigilia dell’incontro il sindaco dell’Aquila Biondi è tornato alla carica: “Invitalia non è ‘la’ soluzione – ha spiegato il sindaco prima di incontrare il ministro – ma un palliativo. La soluzione sta nell’adozione di norme semplificate, chieste a più riprese, con emendamenti consegnati a mezzo Governo e mai presi in considerazione, nonostante le rassicurazioni. Ma non mi arrendo e questa mattina ribadirò al ministro che è stato fatto un piccolo passo in avanti, ma non decisivo. A Fioramonti consegnerò, per l’ennesima volta, le nostre proposte: tra queste figura anche quella che prevede la proroga al 2022 dell’accordo con Provveditorato e Anac, con il primo a fare da stazione appaltante per alcune scuole, già inserita negli emendamenti sottoposti al Governo”.
“Quindi Invitalia, gettonatissima agenzia nazionale, sarà stazione appaltante per la Ricostruzione delle scuole a L’Aquila, una sconfitta per il nostro territorio che sembra essere stato bocciato in quanto incapace di condurre a buon esito gli appalti pubblici”.
È il commento dell’aquilana Roberta Gargano, presidente dell’associazione “L’Aquila città di persone”, che oggi in una nota scrive: “Ho combattuto con tutte le armi a disposizione di un semplice cittadino dal 7 aprile 2009 perché la ricostruzione potesse rappresentare una importante leva di rinascita per la Comunità Aquilana ed Abruzzese, abbiamo ottenuto di condurre direttamente la ricostruzione privata che aveva preso la stessa strada dei grandi appalti nazionali in sedi remote, oggi il territorio si vede sottratto un’altra possibilità di generare economia. Noi abbiamo già le stazioni appaltanti, abbiamo il Provveditorato alle Opere Pubbliche a cui il livello politico dovrebbe dare la possibilità di assumere giovani ingegneri, architetti, avvocati e dottori in economia con contratti legati alla ricostruzione, abbiamo l’ARIC, agenzia regionale per l’informatica e la committenza, che con la sua nuova configurazione e con sede a L’Aquila può essere stazione appaltante per gli Enti Pubblici, e che, con la possibilità di assumere o contrattualizzare in outsourcing, potrebbe creare lavoro qualificato nel territorio e velocizzare gli affidamenti dei lavori”, aggiunge.
“Ma la gravità è che il vero problema viene nascosto ancora una volta, come la polvere messa sotto il tappeto: la ricostruzione pubblica di un territorio distrutto da un sisma non si può efficacemente condurre con le norme ordinarie a cui una certa politica è voluta tornare – prosegue – Per ricostruire occorre una normativa speciale che tolga gli appalti legati alla ricostruzione dalle insuperabili pastoie burocratiche italiane. Ci dovete cambiare le norme, non toglierci gli appalti”, conclude.



