L’AQUILA – È stato siglato all’Aquila, presso la sede Carispaq di Strinella 88, il protocollo d’intesa tra la Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila e gli ordini provinciali di architetti, ingegneri, geometri e periti industriali, che definisce gli impegni per la concessione di linee creditizie e di un pacchetto dedicato di conto corrente da parte dell’istituto bancario aquilano.
Alla firma erano presenti, tra gli altri, il direttore generale Carispaq, Rinaldo Tordera, il presidente dell’ordine provinciale degli Architetti, Gianlorenzo Conti, quello pro-tempore degli ingegneri, Paolo De Santis, quello dei geometri, Giampiero Sansone, e quello dei periti industriali, Maurizio Papale.
L’istituto di credito aquilano metterà a disposizione una linea di credito per scoperto di conto corrente a titolo di anticipazioni parcelle, “derivanti da incarichi in portafoglio relativi a pratiche per la ricostruzione”, come si legge nel protocollo ufficiale d’intesa.
“L’importo della facilitazione – si legge ancora nel documento – sarà pari al massimo al 50 per cento delle parcelle relative a incarichi professionali che verranno canalizzati presso la Carispaq”.
Inoltre, per le richieste di affidamento fino a 30 mila euro, non è prevista stretta correlazione alle pratiche di ricostruzione. L’importo massimo destinato ai singoli professionisti è di 20 mila euro, 40 mila invece per studi associati o società.
DE SANTIS: ”BUON ACCORDO, MA RICOSTRUZIONE PESANTE E’ AL PALO”
“L’accordo firmato oggi è sicuramente una buona notizia per chi deve ancipare delle somme significative, per questo bisogna ringraziare la Carispaq per l’impegno messo in campo, ma la ricostruzione pesante è al palo, al contrario di quella leggera, fatta in tempi record”.
È quanto afferma da Paolo De Santis, presidente dell’ordine provinciale degli ingengeri, a margine della firma del protocollo d’intesa tra Carispaq e ordini dei professionisti della provincia dell’Aquila, col quale l’istituto di credito aquilano mette a disposizione crediti agevolati per ingegneri, geometri, periti industriali e architetti.
“Persistono troppi impedimenti di natura tecnica e burocratica – prosegue De Santis – noi professionisti chiediamo lumi da mesi. Se non si lavora sui decreti normativi, sulle ordinanze e sui casi concreti, non se ne esce”.
“Non so quanti altri inverni dovranno passare – sostiene – se non si dà l’avvio alla ricostruzione degli edifici ‘E’, specie fuori dai centri storici. Mi chiedo come si fa, ad esempio, a gestire la questione delle seconde abitazioni, che non saranno soggette a nessun tipo di contributo”.
“La ricostruzione pesante è già complessa da mettere in atto per natura – conclude – non possiamo rimanere alle pie volontà. A fine marzo, con la struttura tecnica di missione c’è stata un’intesa, è vero, ma siamo ancora lontani dalla messa in atto di ciò di cui L’Aquila ha bisogno”.



