SAN VALENTINO IN ABRUZZO CITERIORE – Puntellamento sì, restauro del palazzo con gli stessi soldi no.

Questo si è sentito rispondere il sindaco del Comune di San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pescara), Angelo D’Ottavio, dalle strutture commissariali che si occupano di emergenza e ricostruzione.

Per i lavori di puntellamento dell’androne del palazzo Farnese, danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009, servivano poco più di 100 mila euro, mentre con qualche spicciolo in meno è stato possibile effettuare immediatamente la riparazione, rendendo l’edificio agibile.

All’atto della rendicontazione della somma, però, il primo cittadino ha ottenuto soltanto un rimpallo di responsabilità da un ufficio a un altro del commissario per la ricostruzione.

“Per i lavori di restauro e rafforzamento – ha spiegato il sindaco ad AbruzzoWeb – abbiamo utilizzato 50 mila euro che erano stati stanziati per la pavimentazione del palazzo mentre la restante parte è stata anticipata dal Comune: io ho chiesto il rimborso solo di questa parte”.

La risposta, affidata al coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, è stata interlocutoria: “In ragione della già avvenuta esecuzione dei lavori, con procedura di somma urgenza, non è possibile procedere all’imputazione della somma sulla contabilità speciale numero 5430 del commissario delegato destinata agli interventi per la ricostruzione”.

“La proposta che ci arrivò nell’immediato doposisma dalla Protezione civile – ha sottolineato il sindaco D’Ottavio – era di mettere in sicurezza il castello senza effettuare interventi, ma dopo un’attenta valutazione del preventivo di spesa, abbiamo scoperto che il costo del puntellamento era molto vicino al costo per il consolidamento, perciò abbiamo agito in quella che ci è parsa la direzione più ovvia”.

“Oltretutto – ha proseguito il primo cittadino – se avessimo puntellato il castello avremo reso inaccessibile una parte di centro storico, nella quale vivono molte famiglie e avremmo, di fatto, impedito a una famiglia di coniugi anziani con un disabile di poter accedere alla propria abitazione”.

Con tutte queste premesse il sindaco ha ritenuto corretto “non spendere inutilmente i fondi pubblici per puntellare ma per spendere lo stesso importo intervenendo in modo risolutivo” dato che con i puntellamenti si sarebbe “comunque dovute spendere successivamente le risorse necessarie per il consolidamento, raddoppiando i costi a carico del sistema pubblico”.

“Mi sono assunto tutte le responsabilità di questa operazione che mi pareva la più logica possibile – ha spiegato D’Ottavio – e che è sembrata così anche al presidente della Regione, Gianni Chiodi, ora però inizio a preoccuparmi perché i tempi della burocrazia sono lunghi ma io ho bisogno di risposte a breve”.

Potrebbero esserci degli sviluppi a lieto fine dal momento che il 5 dicembre il commissario delegato per la ricostruzione ha fatto presente di aver inoltrato le precisazioni della richiesta del sindaco alla Struttura per la gestione emergenza ma D’Ottavio insiste: “ho il bilancio da chiudere, credo di aver atteso fin troppo tempo una risposta che vada nella direzione del buon senso”.