L’AQUILA – “Sto pensando di telefonare a Roma e iniziare lo sciopero della fame”.

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, minaccia una nuova estrema protesta, dopo quella della riconsegna della fascia da primo cittadino, per la bollinatura da parte della Corte dei Conti annunciata da gennaio e non ancora arrivata, sugli 800 milioni di euro per la ricostruzione del capoluogo e delle frazioni.

“Una bollinatura che di fatto blocca l’avvio dell’undicesimo elenco di contributi per far partire i cantieri – afferma Cialente – La ricostruzione si ferma in attesa di questo cavillo burocratico della Corte che dà giudizi politici sull’operato del Comune, dice ad altri di non essere efficienti e intanto si prende i suoi tempi”.

È un fiume in piena il primo cittadino che non risparmia bordate alla Corte dei Conti che nei giorni scorsi lo ha condannato a pagare 30 mila euro per i mancati sfratti ai morosi dei Progetti Case.

Stessa cifra per l’allora assessore alle Opere Pubbliche Alfredo Moroni e per l’assessore all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini, mentre la dirigente comunale Patrizia Del Principe è stata condannata a risarcirne 60 mila. 

Il sindaco teme il ripetersi di quanto già accaduto per lo sblocco del decimo elenco per il quale ci sono voluti mesi prima del trasferimento dei  fondi sui conti correnti dedicati. 

“Domani arriveranno altri 270 milioni sul conto del Comune che resteranno fermi – afferma – non li possiamo trasferire per far partire l’undicesimo elenco perché abbiamo bisogno di questa benedetta bollinatura”. 

I soldi sono quelli della delibera Cipe che assegna le somme stanziate con la legge di stabilità.

“La bollinatura arriverà entro il 10 maggio”, aveva annunciato un ancora fiducioso Cialente lo scorso 30 aprile, dopo un incontro a Roma con il sottosegretario Paola De Micheli e le rassicurazioni ricevute sui tempi della Corte dei conti.

Ma così evidentemente non è stato e la ricostruzione del centro e delle frazioni ora rischia di impantanarsi di nuovo.

“I cantieri sarebbe potuti partire già da 3 mesi per anticipare i tempi e far lavorare le imprese – aggiunge – Ma ora siamo bloccati perché tutto deve passare per la Corte, quando a mio avviso basterebbe la ragioneria dello Stato”.

“La profezia si è avverata”, afferma il consigliere di L’Aquila città aperta Giorgio De Matteis che lo scorso aprile aveva lanciato l’allarme sul “vuoto nell’erogazione dei fondi che potrebbe durare fino al prossimo autunno”.

“Raccontare alla città ciò che sta per accadere non è preveggenza, ma conoscenza dei fatti – aggiunge De Matteis – Cialente, noto Pinocchio ha un’allergia alla verità che sta determinando gravissimi danni alla città. Appena condannato dalla Corte dei conti, oltre alla ricostruzione ferma, ha determinato la distruzione dell’aeroporto, preso in giro gli operai con la bufala colossale di Accord Phoenix e si è accollato la cambiale dei Progetti Case che pagheremo a vita”.

“A questo sprovveduto Forrest Gump della politica bastava poco – conclude – semplicemente essere più corretto con i cittadini e dire le cose come stavano. La sua incapacità di gestire la città è ormai sotto gli occhi di tutti”.